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L’Eden roccioso di Saint Barts!

È stato amore a prima vista, quando, vent’anni fa, David Matthews entrò col suo yacht nella baia e vide per la prima volta il leggendario Eden Rock. Situato sull’omonima rupe, maestosa e imponente, l’hotel figurava tra i 100 migliori alberghi del mondo fino al 2017, quando l’uragano Irma non lo ha quasi del tutto raso al suolo. Nel corso degli anni tuttavia, il complesso è stato completamente ristrutturato e riaperto al pubblico e nulla ha perso del suo antico splendore. L’imprenditore inglese parla della sua visione avventuriera che ha trasformato il suo hotel in una delle migliori strutture dell’isola più chic dei Caraibi.

 Hamburg
- L’hotel Eden Rock, per ben due volte devastato dagli uragani, è stato ricostruito dal suo proprietario David Matthews. L’intervista:

Benvenuti a Saint Barths! 

L’avventura Saint Barts comincia già con l’atterraggio. Il piccolo velivolo a elica supera la collina per poi lanciarsi a picco – per quanto si percepisce nell’aereo – verso la pista. Questa è spaventosamente corta e finisce nel mare dai riflessi turchesi. Per un attimo si trattiene il fiato, finché il pilota porta l’aereo a terra, fermandolo poco prima di finire con i piedi in acqua. Qui, l’atterraggio è permesso solo a piloti con una licenza speciale... Benvenuti a Saint-Barthélemy, in breve Saint Barts. 

L’isola offre tanto a tanti: 21 km2 di paradiso naturale, lussuoso rifugio per ricchi e superricchi, location dei grandiosi party del jet set. Leonardo DiCaprio è di casa sull’isola, e come lui anche Beyoncé e Sharon Stone. Bill Gates ha una casa qui e Paul McCartney si rilassa a Saint Barts, insieme alla moglie numero tre, per riprendersi dalla moglie numero due. 

Che cos’ha di così attraente, questo posto? L’isola è bella, l’atmosferarilassata. L’infrastruttura è buona, la criminalità non esiste. Fattori importanti per i numerosi visitatori abbienti. Difficile che qui qualcuno si giri davanti a una faccia famosa. Vi sono solo pochi alberghi, in compenso molto buoni. Gran parte dei villeggianti si affitta una casa – a partire da 10.000 euro a settimana, un di – vertimento abbastanza costoso.

L’isola che fa parte delle Piccole Antille fu scoperta nel 1493 da Colombo e prese il nome di suo fratello Bartolomeo. Per un periodo, l’isolotto appartenne alla Francia, fino al giorno in cui re Luigi XVI lo vendette a Gustavo III, re di Svezia. Da allora la capitale isolana si chiama Gustavia: una pittoresca cittadina di porto. Un buon motivo per il re Carlo Gustavo e la regina Silvia per visitare di tanto in tanto l’isola, anche se nel 1877 Saint Barts è torna-ta alla Francia. Haute cuisine nei Caraibi: una mossa molto apprezzata! Non c’è altro luogonei Caraibi, dove si mangia bene come a Saint Barts. L’arrivo di cuochi stellati dalla Francia è oramai consuetudine: gli ospiti esigenti richiedono coccole culinarie. Senza prenotazione è difficile trovare un tavolo, in uno dei circa 60 ristoranti dell’isola. Pranzare con David Matthews nel suo Eden Rock Hotel è quasi come fare un sei al lotto. E per di più, molto divertente! Matthews – grande, sportivo e vestito in maniera disinvolta con una polo – ci riceve per il pranzo nel ristorante di spiaggia dell’Eden Rock e ordina, per prima cosa: “Il miglior bianco che abbiamo”. Non suona per niente presuntuoso, ma semplicemente cor-diale. David Matthews è l’autore della rinascita del leggendario Eden Rock Hotel, situato in cima a un grande scoglio che si spinge come un promontorio dentro la baia di Saint Jean.

 Hamburg
- L’hotel Eden Rock, per ben due volte devastato dagli uragani, è stato ricostruito dal suo proprietario David Matthews. L’intervista:

Il crollo e la ricostruzione 

Sono passati oltre vent’anni, da quando David Matthews, originario dall’Inghilterra, entrò col suo yacht nella baia di Saint Jean e scoprì la grande roccia con l’albergo in cima. Negli anni Novanta i tempi d’oro dell’Eden Rock erano decisamente passati, l’albergo e la sua economia erano marci. Ciononostante Matthews riconobbe immediatamente il grande potenziale della struttura. Di mestiere meccanico, l’imprenditore dello Yorkshire aveva guadagnato una fortuna con la sua azienda di pullman. Oggi, l’inglese ricorda quell’epoca: “Era un colpo di fortuna. Avevo da poco venduto parte della mia azienda e la mia famiglia, me compreso, era pronta per una nuova avventura”.

Che non tardò a presentarsi: di dimensioni notevoli! David, sua moglie Jane e i loro quattro figli si trasferirono con tutte le loro cose, da Londra sulla roccia nei Caraibi. Le valigie non erano ancora disfatte quando l’uragano Luis, la tempesta più devastante degli ultimi anni, si abbatté sulla regione. Per 48 ore l’isola fu attraversata da venti furiosi, veloci fino a 220 km/h. David e la sua famiglia cercarono riparo nelle stanze in sfacelo, utilizzando bagagli e vecchie reti per barricare le porte. Si è mai pentito del trasferimento? David risponde ridendo: “Neanche per un attimo. Siamo anche riusciti a divertirci, durante l’uragano. Mentre stavamo cercando di salvare i tetti, investendo l’ultimo briciolo di energia, la tempesta continuò ad avvolgerci”.

Per i dieci anni seguenti, la famiglia passò il proprio tempo ricostruendo l’albergo. David Matthews progettava e sorvegliava i lavori di costruzione e ampliamento, Jane Matthews arredava le stanze, ognuna completamente diversa dalle altre. Fino a due anni fa i coniu-gi Matthews vivevano nell’albergo – i figli se ne sono andati da tempo –, muovendosi da stanza a stanza, da suite a suite, a seconda di quale era disponibile. Non hanno mai trovato fastidioso fare una vita da nomadi nella propria casa, è quanto afferma David Matthews in maniera del tutto credibile: “Era il modo migliore per testare le stanze per i nostri ospiti”. 2014, Matthews ha fatto salire a bordo il gruppo tedesco Oetker Collection, proprietario di rinomati alberghi, tra cui il Brenners Park-Hotel a Baden-Baden e l’Hotel du Cap-Eden-Roc a Cap d’Antibes. Un esercito di premurosi collaboratori Oetker si prende cura degli ospiti. Per David Matthews, l’occasione giusta per prendersi una ben meritata pausa.

Qui alloggia l’alta società 

L’invenzione dell’Eden Rock émy de Haenen, un personaggio davvero particolare: avventuriero, gentiluomo e contrabandiere, nonché pilota di grande talento. Nel 1945 de Haenen fece atterrare sull’isola il primo aereo, usando come pista d’atterraggio un’accidentata striscia erbosa nella baia di Saint Jean. Un’operazione audace, avvenu-ta sotto gli sguardi ammirati degli isolani e di qualche capra. Nel 1953 de Haenen – nato a Londra da padre olandese e madre francese – comprò la roccia nella baia di Saint Jean, per soli 200 US-dollari. Con le proprie mani cominciò a costruire la primissima foresteria dell’isola, chiamandola Eden Rock. E grazie al suo carattere scintillante e alla sua affascinante ospitalità, il bel mondo dell’epoca fu attratto dal suo albergo: Begum Aga Khan,

Johnny Weissmüller, Jacques Cousteau, Greta Garbo e i Rockefeller. David Rockefeller rimase talmente incantato dall’isola, da comprarsi – come d’obbligo per un Rockefeller – una grande penisola a Saint Barts. Vi costruì una lussuosa villa, organizzò feste leggenda-rie e attirò altri ricchi e famosi sull’isola: era nata la nuova Saint Barts, la Mecca del jet set.

La casa vacanza più costosa dell’isola è la Villa Rockstar che fa parte dell’Eden Rock. Con una superficie abitabile di 1.500 metri quadri, situata direttamente sulla spiaggia, dotata di giardino privato e piscina a sfioro, la villa bianca offre posto per dodici persone. La villa costa 15.000 euro al giorno; Leonardo DiCaprio festeggia qui ogni Capodanno.

Durante le ultime due settimane dell’anno, la tranquilla Saint Barts si trasforma in un’isola festaiola: il porto di Gustavia si riempie di lussuosi yacht, allineati lungo la banchina come una scintillante collana di perle. Per l’occasione, l’oligarca Roman Abramovic apre la sua villa ai suoi 400 ospiti, tra cui molte celebrità hollywoodiane come Gwen Stefani, Lindsay Lohan e Beyoncé. La calma e il silenzio torneranno soltanto nell’anno nuovo...

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