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Risparmiare su gas e luce in inverno

Le temperature invernali comportano inevitabilmente un aumento dei costi di riscaldamento ed energia elettrica. Non è di sicuro una notizia piacevole ma d’altro canto la soluzione non può essere abbassare il riscaldamento e indossare un maglione più pesante. Uno dei fattori principali per stare bene a casa propria è infatti proprio la temperatura degli interni.

 Madrid
- Risparmiare energia e sentirsi a proprio agio tra le mura domestiche? Scoprite come fare nel nostro articolo!

Più caldo è meglio... ma non sempre

Per definire “sana” la temperatura di un’abitazione, ci sono dei valori di riferimento. In questo senso, altrettanto “sana” dev’essere anche la struttura generale dell’immobile. Un’escursione termica eccessiva tra l’interno e l’esterno, unita a un’elevata umidità dell’aria possono infatti aumentare il rischio di muffa alle pareti o alla muratura. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante nelle stanze dove sono già presenti fonti di umidità, come il bagno o la lavanderia, nonché negli spazi più freddi.

I valori di temperatura consigliati si aggirano tra i 20° e 22°C e in camera da letto tra i 16° e i 19°, in modo da garantire un sonno ottimale. Se il bagno è utilizzato anche come “area benessere”, la temperatura ideale inizia dai 23°C. In cucina, non bisogna dimenticare che forno e piano cottura rappresentano ulteriori forme di calore, la cui energia può essere utilizzata anche per riscaldare l’ambiente. Qui la temperatura ottimale si aggira tra i 16° e i 18°C.

Utilizzare l’energia in modo consapevole e intelligente

Per risparmiare facilmente sui costi di riscaldamento, è sufficiente utilizzare gli impianti in modo più consapevole. I termometri ad esempio aiutano a verificare la temperatura effettiva della vostra casa. Spesso, quest’ultima supera di molto i valori consigliati. Riducendo dunque la temperatura di 3° C, otterrete già un risparmio energetico del 18%.

Durante la giornata, quando gli inquilini sono fuori casa, la temperatura si può ridurre fino a 16°-17° C in tutte le stanze. Non è consigliabile scendere sotto questo livello, per non incorrere nella formazione di muffa, come pure per evitare tempi di riscaldamento decisamente più lunghi al ritorno a casa, con conseguente dispendio energetico.

Una possibile alternativa per superare indenni i trenta minuti di attesa fino al raggiungimento della temperatura ottimale è il riscaldamento a infrarossi. Gli impianti offrono infatti calore immediato nell’area circostante e sono ottimi anche in bagno o in un home office durante le attività da seduti. Le fonti di calore devono di regola essere libere da ostacoli come tende o schienali dei divani, così da riscaldare lo spazio in modo uniforme.

Altrettanto rilevante per il bilancio annuale è un utilizzo intelligente di lampade a risparmio energetico come pure l’attenzione di ogni singolo consumatore. In questo senso le prese multiple con interruttore save-energy sono una scelta saggia, poiché molti elettrodomestici in casa consumano corrente elettrica pur non essendo in funzione. Ciò vale in particolare per strutture più obsolete. È possibile impostare inoltre lo spegnimento anche con un timer ocon i moderni sistemi di smart home, che possono essere gestiti a distanza tramite app.

Tutto impermeabilizzato?

La verifica di eventuali difetti di tenuta, che possono far fuoriuscire il calore prodotto, è un’altra strategia rapida e molto efficiente per risparmiare energia. In inverno, l’aria calda tende ad andare verso l’esterno. È consigliabile perciò verificare la tenuta di finestre e porte. Vi basta eseguire un semplice test della candela o, in alternativa, affidarvi a un professionista che attraverso un blower-door test o telecamere termiche, sarà in grado di rilevare eventuali aree problematiche. Se le finestre sono invece già impermeabilizzate, potete usare di notte persiane, tapparelle o tende piuttosto spesse.

Tutte queste misure sono perfette per chi desideri risparmiare e per chi ha una casa in affitto, poiché sono semplici da implementare e non comportano la modifica della struttura dell’abitazione.

Immobili di nuova costruzione e misure di risanamento

Che si tratti di realizzare una nuova costruzione o risanare uno stabile più vecchio, qualunque progetto edilizio orientato al futuro dovrebbe raggiungere valori di abitabilità e benessere ottimali con il minimo impiego di energia. Il proprietario o il committente si trovano di fronte a problematiche diverse in termini di investimento rispetto all’affittuario, che vanno anche calcolate sul lungo termine. Si consiglia pertanto raccogliere informazioni da un consulente energetico e mediante una perizia sullo stato di fatto dell’edificio. A quel punto bisogna decidere quali modifiche apportare.

È sufficiente cambiare le finestre o è meglio optare per un risanamento completo o magari sostituire del tutto il sistema di riscaldamento? E qual è lo stato della coibentazione? Se state pensando di vendere il vostro immobile, ricordate anche le disposizioni legislative in materia di risparmio energetico, secondo cui i valori complessivi di uno stabile devono essere riportati all’interno di un certificato energetico in modo chiaro e preciso per l’acquirente.

Se invece volete acquistare un immobile o progettare un edificio di nuova costruzione, c’è sempre la possibilità di orientarsi verso una casa passiva o a basso consumo. Qui i valori energetici sono in assoluto i migliori. Le case passive funzionano mediante scambiatori di calore e impianti solari. Ma questi standard si possono applicare non soltanto alle nuove proprietà, ma anche a edifici più vecchi, previa sanificazione e corretta coibentazione.

Un’ottima integrazione per sistemi di riscaldamento moderni come scambiatori o pompe di calore è un impianto fotovoltaico con accumulatore e controllo intelligente, che gestisca così l’intero sistema energetico domestico.



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