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Home Story Tenuta Marchionato di Paternostro

La proprietà Marchionato di Paternostro è situata nella Tuscia Romana, l’antica provincia pontificia del Patrimonio di San Pietro, territori laziali abitati nell’antichità preromana dalle popolazioni etrusche.

La storia

Il sito è stato abitato fin dall’era etrusca, posto come è a poca distanza dalla città di Norchia, una delle più importanti necropoli rupestri di tutta l'Etruria, distrutta e abbandonata nel Medieovo. All’epoca etrusco – romana deve pure attribuirsi l’area archeologica sita nella proprietà, ascrivibile ad un insediamento rustico così come le numerose grotte diffuse su tutto il territorio circostante e utilizzate in origine come luoghi di sepoltura, così come le 5 presenti nella proprietà. Tra queste le più grandi, utilizzate fino alla metà del Novecento sono profonde oltre 25 metri e larghe più di 5. In epoca medievale il territorio è di proprietà della chiesa, e nel 1208 il Papa Innocenzo III lo concede infeudo all’Abazia di San Martino al Cimino. E’ da allora che la tenuta assume il nome di Paternostro. Probabilmente è a tale epoca, e all’attività di bonifica propria dei Cistercensi, che si devono la primitiva fondazione del casale e quella dei ponti che attraversano il fosso di Paternostro. Notizie di tale proprietà sono registrate in numerose carte del XVII secolo, in particolare quella di Mattei del 1674, monaco camaldolese e geografo pontificio, e quelle del 1696 di Ameti e De Rossi con i feudi e i feudatari, che individuano Paternostro come feudo dei Pamphili. Tale è ancora nei primi anni dell’Ottocento, quando la tenuta viene frazionata ed acquistata da diverse famiglie vetrallesi, dalle quali l’attuale proprietario ha acquistato tre porzioni adiacenti ricostituendo il corpo centrale dell’antico feudo del Marchionato di Paternostro.

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La proprietà si compone di:

  • appezzamento di terreno agricolo della superficie catastale complessiva di Ha (5.17.80 + 5.95.75 + 0.51.80) = 11.65.35
  • fabbricato su tre livelli fuori terra (2 piani ad uso abitativo e un piano di soffitta recuperabile come abitativo) per complessivi mq. 410 
  • fabbricato su un livello fuori terra parzialmente a doppia altezza per complessivi mq. 88fabbricato su di un unico livello di complessivi mq. 47 
  • 2 grotte scavate nel masso tufaceo
  • 2 grotte scavate nel masso tufaceo
  • 1 grotta scavata nel masso tufaceo 
  • pozzo aperto 
  • due oliveti presenti nella parte di proprietà posta a nord del fosso di Paternostro sono dotati di impianto automatico di irrigazione a goccia; Agrumeto ed altri alberi da frutto, villa disegnata da due paesagisti, campo a frumento

La proprietà

La Tenuta Marchionato di Paternostro, alle porte di Vetralla e raggiungibile in un’ ora con l’ autostrada da Roma, è immersa in un territorio ricco di eccellenze paesaggistiche, storiche, artistiche ed ambientali; brevemente ricordiamo che si trova a soli venti minuti di superstrada dalla città di Viterbo con il suo  vasto centro storico medioevale, nota come la  Città dei Papi e da tempo immemore ricordata per le sue acque termali; ma anche a 40min dal mare di Tarquinia o a un’ora dal promontorio dell’ Argentario, angolo di paradiso meta di un turismo di élite.

La proprietà si inserisce nel paesaggio tipico della Tuscia, caratterizzato dalla marcata presenza della tradizionale coltura dell’olivo che in questa zona vanta una specifica ed omonima “DOP”. Nello specifico il fondo in questione, esteso per circa 116.500 mq, si connota marcatamente per la grande varietà degli aspetti panoramico – paesaggistici che lo caratterizzano, godibili dai numerosi tracciati che lo percorrono al suo interno attraverso la percezione di una successione di vedute che spaziano dalla grande profondità visuale delle parti più elevate, sulla sommità dei poggi, a quella più contenuta degli spazi di fondo valle. Da questo punto di vista un’impronta molto significativa è senza dubbio dovuta alla presenza del fosso di Paternostro, che attraversa il fondo da oriente ad occidente articolandolo in due parti paesaggisticamente ben distinte, raccordate tra loro da due ponti posti rispettivamente a monte e a valle del Casale grande. La parte settentrionale, disposta sulla destra del fosso di Paternostro, è connotata prevalentemente da sistemazioni a parco – giardino per un superficie di circa 16.700 mq, con i due oliveti che sviluppano nell’insieme una superficie di circa 12.000 mq. che si integrano con gli spazi di pertinenza dei tre edifici presenti nel fondo: il Casale Grande, fabbricato su tre livelli (2 piani ad uso abitativo e un piano mansarda con altezza media superiore a 1,9mt) per complessivi mq.410, un fabbricato completamente da ristrutturare su un livello fuori terra parzialmente a doppia altezza per complessivi mq.88 a pochi metri dal casale, e per ultimo un fabbricato da ristrutturare su di un unico livello di complessivi mq.47, utilizzabile come magazzino. Nella tenuta sono presenti 5 grotte scavate nel masso tufaceo.

Lungo il confine nord di questa parte si collocano i due cancelli di ingresso alla proprietà.  L’ingresso principale dà accesso a un viale ad andamento mosso che accompagna il rilievo ondulato del terreno; è contornato lungo i fianchi da filari alberati di olivi alternati ad oleandri nel primo tratto, a lecci nel secondo, a mirti e  feijo e nell’ultimo, fino a raggiungere la grande rotonda a prato, alberata lungo i margini, sulla quale si apre la facciata di ingresso del Casale grande.La rotonda è una sorta di ampio anfiteatro verde, aperto verso la facciata del Casale grande ma racchiuso lungo il rimanente perimetro da una sequenza di filari alberati concentrici che vi degradano; procedendo dall’esterno, un primo anello di cachi e corbezzoli, quindi un secondo di lecci e infine, al piano del Casale, l’ultimo di cipressi alternati a bossi e a grandi camelie. L’ingresso secondario, posto più in basso rispetto al primo, dà accesso ad un viale rettilineo contornato da filari alberati, platani sulla destra e viburni sulla sinistra, e raggiunge l’“aia” di pertinenza sia  degli edifici presenti nel fondo sia delle quattro grotte, il cui margine meridionale è delimitato verso il fosso da un filare di tigli. Dall’aia attraverso il ponte occidentale, e dalla rotonda attraverso quello orientale, si accede alla più ampia parte meridionale della proprietà, disposta sulla sinistra del fosso di Paternostro. Questa seconda parte presenta aspetti paesaggistici che si fanno sempre più marcatamente agrari allontanandosi dal fosso.

Il primo spazio che si incontra oltrepassati i ponti, completa le sistemazioni a parco con una superficie di circa 14.000 mq. e fa da ingresso alle ulteriori e più ampie superfici che completano la proprietà con una superficie di circa 73.800 mq. Il suo margine orientale apre verso il fondovalle di Paternostro, a seminativo e prato pascolo, mentre quello meridionale apre verso la più ampia estensione del vasto poggio grande, connotato da un’amplissima profondità di vedute che spaziano verso nord fino a Montefiascone sul lago di Bolsena e verso ovest fino al mare, dove nelle giornate limpide è possibile distinguere il profili dell’Argentario e delle isole. Così come la parte sistemata a parco, anche gli spazi marcatamente agrari di fondovalle e del poggio grande sono percorribili attraverso una successione di tracciati sterrati che consentono di passeggiare all’interno della proprietà attraversando ambienti diversi e godendo di una successione di vedute di grande varietà paesaggistica.

Il Casal grande

L’elemento di maggior interesse dal punto di vista architettonico presente nella proprietà è senza dubbio il Casale grande, affacciato su uno sperone di tufo posto a strapiombo sul fondovalle del fosso di Paternostro e completato da un insieme di sistemazioni esterne, speroni e muri di contenimento in blocchi di tufo, che lo connettono senza soluzione di continuità alla roccia sottostante ed al ponte orientale. L’insieme sopra detto è stato negli ultimi anni oggetto di un accurato intervento di restauro e consolidamento, condotto con la finalità di rispettarne e  valorizzarne  i caratteri architettonici originari con particolare attenzione, oltre agli aspetti statici, ai materiali e ai tipi di finitura utilizzati. La struttura originaria in muratura portante in pietra è stata consolidata con interventi verticali in materiale laterizio portante (poroton) e cordoli orizzontali in calcestruzzo armato a livello di ciascun solaio.

Tutti i solai sono stati ricostruiti in legno, con doppia orditura in travi e travetti e tavolato. Gli esterni alternano parti in tufo a parti a intonaco. Le finiture (cornici orizzontali e cornici delle aperture,cappelli dei comignoli, etc.) sono in peperino; le sporgenze sottotetto di gronda sono realizzate in pianelle laterizie antiche decorate. Finestre e portefinestre sono dotate di sportelloni in legno o di inferriate in ferro battuto.Per le portefinestre al piano terra sono già in opera gli scrigni per ospitare infissi scorrevoli. Gli interni sono da completare. Tutte le tramezzature autorizzate sono state realizzate, ed anche qui sono già in opera gli scrigni per ospitare porte scorrevoli; sono già predisposte le colonne di scarico per gli impianto idraulici. Le scale che collegano il piano terra con il primo e la soffitta sono realizzate in massello di peperino, così come la struttura basamentale del grande camino posto nel salone a piano terra, completato con blocchi di tufo squadrati. Per quanto riguarda la distribuzione degli spazi interni, i complessivi 410 mq di superficie sono distribuiti su tre piani, i primi due ad uso abitativo ed il terzo attualmente a soffitta sottotetto (recuperabile ad abitazione o ad altro uso consentito dalla legge come descritto in altra parte). Il piano terra comprende l’ingresso, la cucina, la sala da pranzo e il grande salone oltre che due ripostigli; il primo piano comprende un grande studio con loggia e tre camere, due delle quali autonomamente disimpegnate, con due bagni; la soffitta è al momento costituita da due soli grandi spazi.

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