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SABAUDIA: DOVE LA MAGIA DELLE DUNE SI SPOSA CON IL MARE

Sabaudia a differenza di quasi tutte le città italiane le cui origini risalgono a tempi lontanissimi, è connotata dal punto di vista cronologico da una nascita recente: fu fondata infatti il 5 Agosto 1933 nel quadro della vasta operazione di bonifica integrale della pianura pontina, che ha visto la fondazione di altre quattro città: Littoria (ora Latina) la città capoluogo, Aprilia, Pomezia, e Pontinia e conserva integro l’originale impianto urbanistico e architettonico, tanto da essere nota anche come Città del Razionalismo.

A chi arriva da Roma, che dista 85 km, o dalla più vicina Latina, a soli 25 km, sembra di entrare nei quadri di Giorgio De Chirico, quelle ‘Piazze d’Italia’ metafisiche, assordanti nel loro silenzio.

Sabaudia rappresenta una singolare testimonianza del rapporto tra nucleo urbano e natura.


La città non ha ancora cento anni, ma preistoria ed età romana sono ben testimoniate. 

Molto più recentemente, in Età imperiale, intorno al I secolo d. C., i patrizi romani fecero del lago di Paola, allora forse anche più affascinante, un luogo di vacanza; e l’Imperatore Domiziano vi costruì una grandiosa Villa con teatro, palestra, una piscina e un impianto termale.

Proprio qui nel 1700 furono rinvenuti una statua di Apollo di elevatissima qualità, ora a Kassel, in Germania, e la statua di un Satiro con flauto traverso, custodita nei Musei Vaticani. 

All’età domizianea appartiene anche la Fonte di Lucullo, una grotta artificiale creata come cisterna per l’acqua potabile e per l’alimentazione delle terme imperiali.

Se si osserva attentamente il paesaggio notiamo che è la natura a fare da padrona a Sabaudia.

Circondata dal mare e dalle sue dune di sabbia dorata, sovrastata dal maestoso Promontorio del Circeo dove ai suoi piedi scorre il lunghissimo lago di Paola, uno dei quattro laghi salmastri pontini, per concludere poi con lo splendido mosaico ambientale del Parco Nazionale del Circeo, che con i suoi 8500 ettari ospita numerose specie animale oltre che a una ricca e variegata vegetazione.

Quando si dice che a Sabaudia possiamo trovare tutto, non sono solo parole!!!



Con i suoi Trenta chilometri di spiagge color oro, con l’orizzonte libero dal cemento e incorniciate da dune millenarie, Sabaudia attira ogni anno star e visitatori da tutto il mondo; Il suo segreto è quello di aver saputo coniugare natura e turismo, ambiente e sviluppo.

La «California» laziale era amata già negli anni ’60 da artisti e scrittori come Alberto Moravia o Anita Ekberg che la scelsero come località per il loro “buen retiro”, ma oggi volti noti dello spettacolo e del cinema approdano a Sabaudia per sfuggire al caos della città Romana vicina e per godere momenti di relax nella natura.

Di casa, sono ormai noti Francesco Totti e Ilary Blasi, ma anche Amendola, Fiorello, Alessia Marcuzzi e molti altri durante l'anno ma soprattutto in estate soggiornano in queste zone






Molti turisti passeggiando sulla spiaggia restano colpiti e affascinati dalla famosa e maestosa “Villa Volpi”, altro noto set cinematografico situato sul lungomare di Sabaudia. 

Sontuosa come un tempio, enigmatica come un quadro di Escher, Villa Volpi è una diva d’altri tempi che si specchia aristocratica ed esuberante nelle acque del Tirreno.

La villa fu commissionata nel 1952 dalla contessa Nathalie Volpi di Misurata, moglie del conte Giuseppe Volpi, fondatore del Festival del cinema di Venezia

Fu proprio la Contessa a prendere da subito in mano le redini del progetto della Villa; donna dalla personalità eccentrica e sofisticata.

Negli anni ’60 la contessa scrisse all’architetto Tomaso Buzzi (noto Architetto Milanese) una richiesta ben precisa: “faites-moi une petite folie”. Lui non si fece pregare e in due anni, dal 1967 al 1969, tirò su dall’oro e dal verde delle dune una litania di maestose colonne, a metà tra l’antica Grecia e le ville Veneto-palladiano.

La struttura centrale si allarga in due ali, con delle stanze tematiche, diverse negli arredi e nel nome. Il salone centrale dà sul mare e sullo sfondo il promontorio del Circeo, e alle spalle i laghi.

Negli anni hanno soggiornato in questa splendida villa, personaggi e noti imprenditori disposti a spendere cifre folli. 

In vendita ad un prezzo che non è dato conoscere, ma che è facile immaginare a molti zeri, Villa Volpi è avvolta da un fascino misterioso e solenne che non svela fino in fondo i suoi segreti, schermati dietro le bianche colonne e gli ipnotici archi che l’hanno resa iconica.








Il noto regista nato in Turchia ma naturalizzato italiano Ferzan Ozpetek, si gusta le bellezze delle coste pontine rimanendone estasiato pubblica due poesie


Sei come una folla nei deserti immensi
Sei come un pesce raro nei mari immensi.
Riscaldi, rafreddi, fai piangere fai ridere
Sei sia come una malattia che salute


Il peso del mondo è amore.

Sotto il fardello di solitudine

sotto il fardello dell’insoddisfazione

il peso, il peso che portiamo 

è amore.

Chi può negarlo?

In sogno ci tocca il corpo,

nel pensiero costruisce un miracolo,

nell’immaginazione s’angoscia fino a nascer nell’umano s’affaccia dal cuore 

bruciando di purezza poiché il fardello della vita è amore,

ma noi il peso lo portiamo stancamente,

e dobbiam trovar riposo tra le braccia dell’amore infine, 

trovar riposo tra le braccia dell’amore.




Ferzan Ozpetek


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