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Leggere le guglie sui tetti di Venezia

Dalle finestre degli appartamenti di Venezia si possono scorgere questi particolari architettonici. Ecco cosa significano


Venezia è una città ricca di fascino e mistero, che trapela anche dai tetti.
Chi sta acquistando appartamenti a Venezia, sarà ancor più stimolato a guardarsi intorno per non perdersi nessun particolare. Ecco perché vi invitiamo ad alzare ancora di più lo sguardo per lasciarlo correre verso le coppie di imponenti guglie che si ergono sui tetti di alcuni palazzi.


Si tratta di particolari camini a obelisco che avevano la funzione dei comignoli classici, ma la bellezza di veri e propri accorgimenti architettonici di lusso. Il fumo poteva uscire dai vani lasciati tra piedistallo e parte piramidale, mentre tutta l’attenzione era catturata dall’obelisco metallico posto sulla cima. Quest’ultimo però ne costituiva anche il maggior problema, che ne decretò la rapida scomparsa dopo la loro stagione d’oro tra Cinquecento e Seicento.


L’obelisco, infatti, sia per il materiale metallico con cui era forgiato sia la forma affusolata attirava facilmente i fulmini perciò erano la parte del tetto maggiormente danneggiata durante i temporali. Così buona parte di questi vennero distrutti e mai più ricostruiti mentre gli altri, in molti casi furono riconvertiti in parafulmini.

 Venezia
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Questa, però, non è l’unica curiosità che si lega a questi eleganti camini. Leggenda vuole che servissero a contrassegnare i palazzi delle famiglie che potevano vantare nell’albero genealogico almeno un capitano generale da mar, titolo speciale che veniva conferito al più alto ufficiale della Marina veneziana durante il tempo di guerra.


Il capitano generale da mar era nominato dal Senato della Serenissima e godeva di enormi poteri durante le operazioni militari però, anche a conflitto terminato, poteva contare su importanti riconoscimenti come la carica vitalizia di Procuratore di San Marco. A questo ruolo potevano giungere solo i maggiori esponenti della nobiltà cittadina già esperti di strategie militari. Questa però non era l’unica dote richiesta: il capitano generale da mar era anche un uomo probo, molto rispettato, che sapeva imporre la disciplina per tener testa ai riottosi signori che fornivano mezzi e uomini.


Doveva distinguersi sia attraverso l’abbigliamento, per cui alla corazza accompagnava un lungo mantello rosso fermato con bottoni d’oro, sia attraverso un particolare bastone che a fine incarico sarebbe entrato nello stemma di famiglia. Anche l’imbarcazione usata, riconoscibile rispetto alle altre, sarebbe rimasta di sua proprietà andando ad adornare, spesso, l’androne del palazzo di famiglia.


I camini invece, secondo gli storici, non hanno nulla a che vedere con questa carica. Solo le guglie di Palazzo Mocenigo e Balbi si ricollegano ad altrettanti capitani: Alvise Leonardo Mocenigo, che difese Candia nel 1648 e nel 1653, e Pietro Balbi, che fu a capo della flotta veneziana nel 1510. Negli altri casi si tratta di ricchi mercanti, nobili e giureconsulti che semplicemente volevano arricchire l’immagine dei palazzi famigliari con questi particolari architettonici.



A Venezia anche i più piccoli dettagli possono raccontare storie bellissime. Lo abbiamo dimostrato raccontandovi delle corti nascoste più belle della città, ma anche ripercorrendo il significato dei ponti veneziani. Tanti buoni motivi per scegliere case in vendita Venezia e cominciare una nuova avventura.

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