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Casa ad "energia zero"

Casa ad energia zero, cos’è?

I paesi firmatari dell'European Green Deal ambiscono di dimezzare la propria produzione di C02 entro il 2030, per poi portarla a zero entro il 2050. L’obiettivo “energia zero” nell’immobiliare implica il fatto che un edificio diventi in grado di produrre tanta energia quanto è in grado di consumarne nell'arco di un anno.


Per sopperire a ciò Bruxelles ha fissato dei requisiti minimi per le proprietà immobiliari (Fit for 55, -55% Co2), decidendo di dare priorità agli interventi di risanamento degli edifici che consumano di più - il 60% sono quelli costruiti prima della prima normativa sull’isolamento termico del 1979.


In Europa il 15% degli immobili detiene la classe energetica meno efficiente, la G, che secondo gli accordi sul clima, sarebbe opportuno raggiungesse la classe E entro dieci anni.


Tutto ciò riguarda gli edifici privati come quelli statali, che consumano più di un terzo dell'intero settore immobiliare: centrali di polizia, scuole, ospedali, centri sportivi, teatri, eccetera.


Sono 35 milioni le proprietà da risanare in tutta Europa, per un costo di 275 miliardi l'anno!


I governi stanno sviluppando piani d'azione per affrontare il cambiamento, ingestibile per i cittadini senza importanti forme di finanziamento. A tal proposito la domanda: chi dovrà coprire i costi di questa transizione?


Casa ad energia zero, come?

Perché l’immobile diventi in grado di produrre tanta energia quanto è in grado di consumarne, la conversione dei sistemi di riscaldamento o la scelta di impianti a risparmio energetico non sono sufficienti se lo stabile non è coibentato a dovere.


Le modifiche infatti vanno fatte soprattutto all’interno: nelle pareti e nei soffitti, nel tetto e in cantina, e ad oggi esistono forme di investimento statali per coibentazione, impianti solari termici e pompe di calore in sostituzione al riscaldamento a gas.


Il programma di risanamento preferita oggi è quello suggerito dall’Energiesprong, un modello di riqualificazione che ha avuto origine nei Paesi Bassi con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica.


Questo metodo implica:

1.     L’utilizzo di elementi edilizi industriali prefabbricati, che riducono i

2.     tempi di ristrutturazione, fatto che contribuisce alla

3.     riduzione dei costi, più sostenibili grazie alla collaborazione di enti statali e partner privati.


La presenza di fondi statali adeguati e l’utilizzo delle ultime tecnologie sono fattori fondamentali perché il Green Deal progredisca. Gli elementi prefabbricati sono infatti realizzabili grazie all’utilizzo di scanner laser 3D che raccolgono i dati sul campo e li trasmettono agli stabilimenti separati per la produzione. Oppure utilizzando la tecnologia domotica, che può gestire il recupero di calore interno e contemporaneamente l’impianto fotovoltaico sul tetto.


È importante ricordare come tali interventi consentano successivi costi di manutenzione più bassi!


Effetti collaterali

Ristrutturare comporta indubbiamente più comfort: gli inquilini non devono più preoccuparsi di quanto consumano e dei relativi prezzi. Per questo motivo però, potrebbe accadere quello che gli economi definiscono un Rebound-effect: se il consumo non è più un problema, lo spreco non si riduce. Se i prezzi rimangono bassi, i consumatori tendono ad ignorarli.


Parlando di costi, anche il binomio ottimizzazione consumi-ammortamento spese non sempre calza.


C'è quindi chi si domanda se non conviene abbattere e ricostruire piuttosto che ristrutturare, in questo caso bisogna valutare la questione della scarsità delle materie prime che sono sempre più difficili da recuperare: pannelli isolanti, tubi di base, accessori elettrici, ma anche materiali basici da costruzione come il silicone.


Alla scarsità delle materie prime si unisce la mancanza di personale tecnico qualificato, tutte problematiche alla quale si dovrà far fronte il prima possibile affinché i termini del Green Deal siano raggiungibili. 


Un Deal possibile

In tal senso la cooperazione tra enti statali, imprese e cittadini è fondamentale ed inevitabilmente già in atto. Il primo step per il successo comincia dall’informazione: qual è la soluzione migliore possibile?


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