E’ tempo di Vendemmia…

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I grappoli sono maturi, le colline cominciano a colorarsi dei toni del giallo e dell’arancio e l’autunno si avvicina: è il momento di raccogliere i frutti della stagione appena trascorsa e ringraziare con grandi festeggiamenti la terra che nutre ci con i suoi doni.

La storia della vite, dell’uva e del vino da sempre si intreccia con le feste e il rito contadino della Vendemmia.

Come da centenaria tradizione, le tenute si animano all’insegna del buon vino, della buona cucina e della cordialità, ma allo stesso tempo questo è un evento di importante convivialità e condivisione tra le varie generazioni, dei segreti di famiglia sulla vinificazione.

La vendemmia è un atto rituale scandito da un tempo ben preciso in cui ognuno ha il proprio ruolo. Si comincia dalla prime ore del mattino: giovani donne, giovani uomini e uomini, dopo un abbondante colazione, si recano alla vigna, mentre le donne restano a casa con i bambini per preparare il pranzo.

La prima a essere raccolta è l’uva bianca, perché deve immediatamente essere “torchiata”: si procede secondo uno schema ben preciso, in modo da non saltare nessuna fila e mentre le giovani donne e gli uomini tagliano accuratamente la pigna d’uva dalla vite, i giovani uomini portano il pesante carica alla cantina.

Finita questa prima raccolta, si passa a quella dell’uva rossa, ma non senza avere fatto uno spuntino offerto a metà mattinata dalle donne di casa…

Tornati in cantina, quando ormai il sole è alto, si inizia a vinificare: l’uva rossa è messa a fermentare e sarà lavorata dopo qualche giorno, mentre l’uva bianca viene passata più volte nel torchio. Anche qui c’è un rituale da rispettare: la prima pigiatura nel torchio spetta ai bambini e solo dopo potranno alle giovani donne.

L’aria viene pervasa dall’odore del mosto che si fonde con quelli della campagna circostante, mentre dalla cucina iniziano ad arrivare i profumi delle prelibatezze che di lì a poco saranno gustati.

Anche l’atto del pranzo ha una grossa rilevanza: non è solo un momento di aggregazione, ma è anche un ringraziamento sincero per tutto il raccolto. Ogni pietanza è rigorosamente preparata con i frutti che la terra ha donato ed è d’obbligo consumare le ultime bottiglie di vino dell’anno precedente conservate per questa occasione, per fare spazio al nuovo che verrà…

Ma anche dopo l’abbondante pasto, il lavoro continua…e così fino a sera..

La vendemmia è un duro lavoro, ma per quanto possa essere faticoso, ti ricorda che, ovunque tu decida di vivere, qualsiasi cosa tu scelga di fare e di essere, anche le tue radici affondano nella terra e l’unica domanda da porsi è: avrò seminato bene?!

Ma questo solo il tempo lo dirà…

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