La tassa unica sulla casa nel 2015

 

L’idea è quella di dar vita a una “local tax”, che dovrà essere riscossa dai Comuni. Un solo tributo che accorperà Imu e Tasi. I tecnici sono al lavoro per presentare un emendamento alla Legge di Stabilità.

 

 

Le tasse sulla casa sono un vero e proprio grattacapo per i contribuenti italiani e non solo per l’esborso che comportano, ma anche per la grande confusione da cui sono accompagnate. Basta pensare all’Ici, poi Imu, fino ad arrivare alla Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili, relativa a ville, appartamenti, soluzioni abitative adibite a seconda dimora e agli immobili commerciali. Ormai è storia ed è una storia che si ripete. In Italia non si fa in tempo a capire – o ad essere quasi arrivati a capire – il meccanismo di un’imposta che le carte in tavola vengono cambiate. Le ultime notizie parlano di una probabile tassa unica sulla casa nel 2015, che dovrebbe unire Imu e Tasi, non includendo però la Tari (la tassa sui rifiuti). Vediamo meglio a cosa sta pensando il governo.

 

 

Sembra proprio che sia in arrivo un emendamento al disegno di Legge di Stabilità 2015 volto a unire Tasi e Imu in un’unica tassa sulla casa. L’imposta, in questo caso, verrebbe affidata al sindaco e non più allo Stato. Almeno è questa l’intenzione del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che punta per il 2015 a una drastica semplificazione della fiscalità comunale. Senza dimenticare il fatto che il capo del governo e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno più volte parlato di federalismo fiscale, insistendo sulla necessità di dare maggiore responsabilità a sindaci e governatori, che poi dovranno rendere conto direttamente ai loro elettori.

 

 

I sindaci avrebbero così libertà decisionale sulle aliquote della nuova imposta unica, fermo restando una forchetta fissata a livello nazionale. Sulle proprietà identificate come prime case probabilmente verrà presa in considerazione la detrazione attualmente in vigore per l’Imu, quindi 200 euro a famiglia più altri 50 euro per ogni figlio a carico sotto i 26 anni di età. Per le altre abitazioni l’imposta potrebbe essere il risultato dell’unione tra le aliquote Imu e Tasi. In ogni caso i Comuni potranno introdurre ulteriori riduzioni in base all’indicatore Isee. Una novità, poi, potrebbe interessare gli inquilini: secondo le ipotesi, infatti, verrebbe cancellata la quota a loro carico per gli immobili ad uso abitativo e confermata quella per gli immobili delle imprese come i negozi.

 

Ma una vera “local tax”, oltre alle imposte sulla casa dovrebbe comprendere anche le addizionali Irpef regionali e comunali. In tal senso il percorso appare tutt’altro che breve – visto le diverse modalità di calcolo e le diverse basi imponibili –, ma i tecnici del Tesoro sono al lavoro e qualcosa potrebbe effettivamente cambiare già dal prossimo anno.

 

Attendiamo quindi la delibera del Comune di Monza Centro e di tutti i Comuni del territorio di Monza e Brianza.

 

FONTE: Il Journal


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