Le 10 cose da sapere sulla certificazione energetica

Una guida all’ape

 

Per vendere e affittare casa oggi è obbligatorio dotarsi dell’ape, l’attestato di prestazione energetica che certifica quanto consuma il proprio immobile.
Ecco una semplice guida per orientarsi nel mondo delle certificazioni energetiche.

Ape

1. Definizione dell’APE
L’APE è il nuovo attestato di prestazione energetica che dal mese di giugno sostituisce l’ACE.
Contiene la targa energetica che racchiude le caratteristiche energetiche dell’immobile ed è calcolata tenendo conto di: riscaldamento e raffreddamento degli ambienti, produzione di acqua calda, tipologia degli impianti, tipologia degli infissi, eventuale presenza di fonti di energia rinnovabile.

 

2. APE negli annunci di vendita o affitto
I due parametri che contiene l’ape, ovvero l’ indice di prestazione energetica (ipe) e la classe energetica (dalla A alla G) devono figurare negli annunci immobiliari. Quando si formalizza l’affitto o la vendita il certificato deve essere obbligatoriamente allegato.

 

3. Altri contratti
Tutti i passaggi di un immobile, anche a titolo non oneroso (donazione, comodato d’uso), devono avvenire con l’APE.

 

4. Proroga dell’affitto
L’obbligatorietà dell’attestato di prestazione energetica vale solo per i nuovi contratti di locazione, quindi chi effettua una proroga di un vecchio contratto non deve allegare l’APE.

 

5. Sanzioni
Sono previste pesanti sanzioni per chi viola la norma; multe che vanno dai 3.000 euro ai 18.000 euro.

 

6. Criteri di calcolo
Il governo non ha ancora pubblicato i decreti attuativi con le specifiche del caso e per il momento si mantengono i criteri dell’ACE.

 

7. Differenze tra regioni
Nella confusione tra le norme ministeriali e quelle regionali sulla certificazione energetica, esiste la cosiddetta clausola di cedevolezza che stabilisce che la normativa emanata dalle regioni prevale su quella del governo.
In Lombardia, dove era già in vigore l’obbligatorietà del’ACE per i contratti di affitto e vendita, si dichiarano validi gli attestati di certificazione energetica (ACE) redatti anche dopo l’introduzione della nuova APE.
Così scrive la regione: “si ritiene che la regione Lombardia sia legittimata ad applicare la propria disciplina per l’efficienza e la certificazione energetica degli edifici, fermo restando la necessità di rispettare i vincoli derivanti dall’ordinamento europeo ed i principi fondamentali desumibili dal d.lgs. 192/2005, come modificato a seguito della conversione in legge del d.l. 63/2013, con particolare riferimento alle disposizioni non ancora attuate”
di conseguenza, “sono idonei all’allegazione ai contratti di trasferimento e di locazione di edifici o di singole unità immobiliari siti nel territorio della regione Lombardia, in originale o in copia conforme, anche in base all’epoca della loro redazione, oltre agli attestati di certificazione energetica redatti prima della data di entrata in vigore del d.l. 4 giugno 2013, n. 63, anche gli attestati di certificazione energetica redatti dopo l’entrata in vigore del d.l. 63/2013 e della legge 3 agosto 2013, n. 90, di conversione del decreto stesso, fino all’approvazione di nuove disposizioni regionali”.
In tutte le regioni (e province autonome) i “legiferanti”, che cioè hanno definito procedure diverse per la redazione degli attestati, gli APE/ACE si continuano a redigere secondo la normativa locale vigente al 6 giugno 2013. In queste regioni la normativa statale prevale su quella locale con riferimento alla nullità dei contratti per mancata allegazione dell’APE/ACE.

 

8. Durata ACE
Un vecchio certificato emesso ha valore di dieci anni e non decade con la nuova normativa.

 

9. Professionalità certificatori
Non tutte le regioni si sono dotate di un albo dei certificatori.

 

10. Autocertificazione o accordi privati
Non è consentito alcun tipo di autocertificazione. Allo stesso tempo il proprietario non può mettersi d’accordo con la controparte ed evitare di produrre l’APE.

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