Le tradizioni natalizie nel mondo: parte uno

Le tradizioni natalizie nel mondo: parte uno La neve che cade delicatamente, gli alberi colorati e i canti tradizionali rappresentano per molti i classici simboli della stagione natalizia, ma, sebbene il motivo sia lo stesso in tutto il mondo, i modi di festeggiare sono molto diversi tra loro. Grazie a uffici dislocati in 40 Paesi, Engel & Völkers conosce molto bene le innumerevoli tradizioni natalizie e, con questa speciale mini-rubrica, ha deciso di condividerle con voi.

Francia

Come tanti europei, i francesi danno grande importanza sia alla Vigilia che al giorno di Natale. Molte famiglie si recano ancora oggi alla Messa di Mezzanotte nelle loro chiese o cattedrali locali e quasi tutte, alla sera, preparano il tradizionale Réveillon. Il nome deriva dal verbo francese che significa “risvegliare”e con le ostriche, il foie gras e il cappone arrostito in tavola sarebbe difficile per chiunque addormentarsi nel bel mezzo della festa. Per chi avesse ancora un po’ di spazio, c’è anche il ricco dessert noto come bûche de Noël. Per i bambini, la renna Rudolph viene sostituita da Gui l’asinello, il cui nome in francese significa “vischio”. Per evitare che rimanga senza cibo, i bambini riempiono le loro scarpe di carote, che lasciano accanto al camino, con la speranza di ricevere in cambio tantissimi doni da Babbo Natale.

Regno Unito

A partire dal tardo XIX secolo, le famiglie britanniche hanno adottato molte tradizioni di origine tedesca, tra cui gli alberi di Natale e le tipiche cartoline. Il momento più importante è però culinario, grazie al sontuoso pranzo di Natale, a base di tacchino (o oca) arrosto accompagnato da innumerevoli contorni: dal ripieno a base di salvia e cipolla, passando per patate arrosto, cavoletti di Bruxelles fino a varie salse cocktail avvolte nel bacon. Prima di iniziare però, si aprono i tradizionali “Christmas crackers”, piccoli tubi colorati zeppi di regali, scherzi e corone di carta. Alle 3 in punto, poi, la regina tiene il suo tradizionale discorso, seguito quasi da un terzo delle famiglie britanniche.

Australia

Mentre l’Europa batte i denti, il 25 Dicembre in Australia è una giornata luminosa, soleggiata e piacevolmente calda. Di conseguenza, i camini scoppiettanti e il glühwein sono sostituiti da barbecue sulla spiaggia, mentre Babbo Natale si fa aiutare dai canguri anziché dalle renne. Tuttavia, il tempo un po’ contraddittorio per il periodo non impedisce di ascoltare speciali versioni di See, Amid the Winter Snow o In the Bleak Midwinter, canti natalizi accompagnati da fiaccolate in tutto il Paese.

Cina

Il Capodanno Cinese resta la festività invernale per eccellenza in un Paese che è a maggioranza buddista. Per milioni di cristiani, tuttavia riveste altrettanta importanza lo Sheng Dan Jieh o “Festa della Natività”. I bambini sperano di ricevere la visita di Sheng Dan Lao Ren, letteralmente il “Vecchio uomo di Natale”, mentre le famiglie decorano le loro case con lanterne in carta e alberi di Natale, noti in cinese come “Alberi di luce”.

Etiopia

Se si segue il calendario giuliano anziché quello gregoriano, il Natale in Etiopia inizia ufficialmente il 7 Gennaio. Questo mese, noto come Genna, prevede riti religiosi che sono parte integrante della festa. Le famiglie indossano i tradizionali shammas, scialli in cotone con strisce colorate alle estremità e vanno regolarmente in chiesa. Dodici giorni dopo, celebrano la festività di Timkat, che ricorda il battesimo di Cristo.

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