La creatività ritorna in Brianza – Un nuovo museo nella Villa Reale

La creatività ritorna in Brianza – Un nuovo museo nella villa Reale.

La camera di Commercio, socia della Fondazione « Nel 1923 fu qui la Biennale » 

A Monza il polo del design e spazi formativi. ” cosi piu vicini al territorio produttivo”

Ritorno alle origini. A quando, nel 1923, fu inaugurata la prima «Biennale delle arti decorative»

nella Villa Reale di Monza. Con questo spirito, in vista di Expo 2015 e della XXI Esposizione

internazionale delle arti del 2016, la Triennale di viale Alemagna ha avviato un progetto: allestire

nella reggia – in tempi brevissimi – uno spazio permanente dedicato al disegno industriale.

E, accanto, creare incubatori di impresa con momenti formativi e informativi per progettisti,

industriali, studenti. Il design torna nella sua culla. La Brianza. Il progetto è in fase avanzata,

tanto più che è di pochi giorni fa l’ingresso della Camera di Commercio di Monza e Brianza

come nuovo socio della Triennale, con dote da 350 mila euro all’anno e un nuovo consigliere,

Carlo Edoardo Valli (presidente della Camera brianzola).

Anche i restauri del corpo centrale procedonovelocemente, a cura della società «Nuova Villa Reale

Spa»: lo Scalone d’Onore è appena tornato all’antico splendore, come gli stucchi della volta e del

marmo, mentre proseguono i lavori al piano terra, nel secondo piano nobile e nel Belvedere,

quest’ultimo con il concept dell’architetto Michele De Lucchi.

Ed è proprio qui, con il grande affaccio sul parco, che la Triennale vorrebbe stabilire il proprio

spin-off monzese. Dal Palazzo dell’Arte all’ultimo piano della Villa fatta costruire dagli Asburgo.

Il trasloco è previsto tra giugno e settembre, la villa avrà un assetto polifunzionale che prevede al

piano terra ristorante, bookshop, biglietteria e punto informativo, nei due piani nobili alcuni

spazi espositivi e sale riunioni, al Belvedere il grande attico. E visto che il tempo stringe (per l’ultimo

livello il cronoprogramma prevede la chiusura dei lavori entro il mese di marzo) sono in arrivo

anche i primi inquilini, i subconcessionari: al piano terra pare abbia già firmato il ristorante di

Marcello Forti, mentre al primo piano nobile la società monzese «Vision Plus» gestirà le convention.

 

Ora bisogna capire se il concessionario – sempre «Nuova Villa Reale spa», con l’amministratore

delegato Attilio Navarra che è anche presidente di italiana Costruzioni – accetterà di affittare gli

spazi alla Triennale. «Ci auguriamo di portare a termine questa avventura – spiega Carlo Edoardo

Valli – per riagganciare al territorio l’espressione più alta della produzione. Ma soprattutto per i più

giovani». Tre le aree coinvolte nel piano. Oltre al Triennale Design Museum con le «icone del design

italiano» e gli oggetti che hanno fatto la storia dell’arredo (dall’Eclisse di Vico Magistretti all’Arco di

Achille Castiglioni), una seconda tappa espositiva sarà dedicata all’innovazione e al nuovo design

(in realtà si tratta di una mostra che sta facendo il giro del mondo raccogliendo un grande successo).

Infine, spazio alla formazione. Alcuni metri quadrati saranno dedicati a un «atelier reputazionale»:

architetti, designer e testimonial «dell’economia e della bellezza» terranno lezioni, seminari e

workshop per i talenti del futuro.

 

Il meglio del mobile nella Villa che fu palestra degli artigiani brianzoli, abituati a lavorare con gli

austriaci, i francesi e, infine, con i Savoia. Con un ritrovato legame tra Milano e Monza, cui la

Triennale ha sempre tenuto, come hanno dimostrato negli anni la mostra «La città infinita» e il

rapporto con i musei di impresa. E ora che la Triennale si è aggiudicata la XXI Esposizione interna-

zionale delle arti nel 2016 con il titolo «XXI secolo: design after design» (si apre il 2 aprile in

concomitanza con il Salone del Mobile, si chiude il 12 settembre con il Gran Premio di Monza),

l’operazione diventa ancora più strategica. «Da anni – continua ancora Valli – volevamo valorizzare

la grande storia del nostro territorio e ora siamo determinati a portare a termine questo progetto

con le mostre permanenti, quelle itineranti, le aree dedicate ai giovani. Ci crediamo molto.

E il Belvedere di De Lucchi… L’ho appena visto. Posso assicurarlo, è meraviglioso».

 

Annachiara sacchi. Corriere della sera – 18 Gennaio 2014

Pubblicato in Interiors | Properties.


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