Catwalk Berlin!

Catwalk in Berlin! Ci siamo. Anche quest’anno Berlino si trasforma in una passerella! Oggi, infatti, inizia la Berlin Fashion Week, che ospita griffe e stilisti provenienti da ogni parte del mondo. Tutta la moda si incontra qui, nella capitale tedesca, dal 19 al 23 gennaio, per presentare le tendenze della prossima stagione. I fashionistas e i fanatici di moda poi, trasformano quasi subito le loro ispirazioni in azioni concrete. Come? Con lo shopping naturalmente! Ma come vanno gli affari nel settore a Berlino? Ai tempi dell’e-commerce, c’è davvero ancora bisogno di punti vendita?

“A Berlino, un’area richiestissima, la domanda supera di gran lunga l’offerta, già di per sé limitata”, ci racconta Marcus Kötschau, Team Leader Retail Services presso Engel & Völkers Commercial Berlin. Gli affitti più elevati, per locali commerciali, si aggirano intorno ai 310 € al metro quadro. In più, aree un tempo considerate di serie B, quali ad esempio il quartiere Kudamm tra Oliver Platz e Adenauerplatz, nella parte occidentale della città, sono state ora ampiamente rivalutate, grazie alla presenza di griffe internazionali come l’italiana Dimensione Danza, Pal Zileri, pregiato marchio di abbigliamento per uomo, o Nanos, azienda spagnola di abbigliamento per l’infanzia.

Il ripensamento di produttori e distributori

“La contrazione del fatturato causata dall’e-commerce di siti quali amazon o Zalando ha portato un ripensamento delle strutture all’interno del singolo punto vendita” continua Kötschau. A causa della sterminata offerta in rete, anche il posizionamento sul mercato acquista un significato sempre maggiore. Molti marchi e rinomate catene di abbigliamento rafforzano sempre più il ramo della vendita online e puntano coerentemente a una strategia multi-channel. E dunque scompare il limite tra fatturato del punto vendita e fatturato online “Che sia Adidas, Apple, Esprit, Levi‘s, G-Star, Lego, Mango, Hugo Boss o Villeroy & Boch, non importa – senza un reale punto vendita, non è comunque possibile fare affari neppure online”, suggerisce il nostro esperto commerciale.

E secondo lui, ciò è particolarmente vero per le case di moda internazionali che si stanno affermando solo ora sul mercato tedesco. “Questi marchi sono assolutamente dipendenti dai punti vendita più richiesti del mercato, che servono loro prima di tutto per farsi conoscere e poi per comunicare il proprio stile al target di riferimento.”. E quale miglior posto se non la capitale, con 3,5 milioni di abitanti, 11,3 milioni di pernottamenti e oltre 130 milioni di turisti all’anno?

Le griffe internazionali puntano a Berlino

Numerosi marchi internazionali aprono i loro primi flagship store proprio a Berlino, preferendo in particolare la parte occidentale di aree come Tauentzien o Kudamm. Così, il colosso spagnolo Inditex, è rappresentato qui non solo da ZARA ma anche da canali distributivi più piccoli e meno conosciuti quali Bershka e Pull & Bear. Le case di moda per abbigliamento giovane Forever 21 e Uniqlo hanno iniziato la loro scalata al successo proprio nella capitale. Quest’ultima, catena di abbigliamento giapponese, gestisce da aprile 2014, nell’ex Nike Town a Tauentzien, il punto vendita più grande d’Europa e l’unico in Germania, con una superficie di ben 2.700 m². Anche il marchio di origine polacca Reserved ha affittato dei locali commerciali nella Tauentzienstraße, dove realizzerà, a partire dall’autunno 2016 un flagship store di 2.000 m². “Per queste aziende, è importante innanzitutto l’elevato numero di visitatori e la frequenza di passaggio, elementi che permettono loro, grazie ai fatturati per metro quadro, di pagare gli elevati affitti dei locali”, continua Kötschau.

Immagine e brand: il posizionamento è fondamentale

Altre rinomate case di moda nel segmento medio-alto quali Lacoste, Longchamp, Picard, Michael Kors o Swatch aprono i loro store nei punti più strategici del centro città. “Gli store sono parte integrante della corporate identity e servono principalmente a guadagnare prestigio. Sono un importante strumento di marketing per posizionare il marchio sul mercato e imprimerlo nella mente dei clienti”, spiega ancora Kötschau. Che poi dai negozi derivino effettivamente dei ricavi, è, questo, un elemento secondario. L’obiettivo è piuttosto aumentare il valore del marchio e del fatturato complessivo dell’azienda, che sia online, o attraverso portali di shopping propri o esterni, o ancora con il classico punto vendita. 

Pubblicato in Events.


Array
(
)