Investire a Londra

E&V Taormina Etna

I prezzi degli immobili sono cresciuti a Londra di quasi il 17% l’anno negli ultimi 10 anni, migliore performance tra tutte le principali città del mondo dopo Miami.

Le quotazioni superano ad oggi del 49% quelle del marzo 2009 (il minimo degli ultimi anni dovuto alla crisi del credit crunch) e del 14% quelle del precedente picco registratosi nel marzo 2008 (allorché l’indebolimento della sterlina rese l’investimento londinese interessante per numerosi investitori stranieri, che tutt’oggi prendono parte ad oltre il 40% delle compravendite).

Anche il mercato delle locazioni rimane abbastanza florido, ma non essendo questo per sua natura legato alla domanda straniera, le quotazioni nell’ultimo anno sono rimaste più o meno stabili; ciononostante i canoni di affitto sono oggi circa il 25% più alti di quelli che si registravano a metà 2009.

Nel Regno Unito il diritto di proprietà viene distinto tra “freehold” e “leasehold”. Il freehold equivale alla piena proprietà ed è la forma più ampia di proprietà riconosciuta dal diritto inglese.

Non è però semplice trovare immobili in vendita con questa formula, soprattutto nelle zone di maggior pregio tra cui la maggior parte di Londra, dove i “freeholder” sono soprattutto la Casa Reale e la Chiesa.

Con il leasehold, viceversa (che può essere paragonato all’usufrutto), si acquisisce il diritto di usufruire della proprietà per un periodo di tempo determinato, spesso di lunghissima durata (a volte anche 999 anni, soprattutto per gli immobili di nuova costruzione).

Il prezzo di acquisto risentirà della durata del leasehold, con prezzi decrescenti man mano che la scadenza si avvicina.

Acquistando un immobile con il sistema del leasehold è quindi necessario sapere quando questo scadrà, anche se la legge attuale consente al “leaseholder” di ottenere il rinnovo del contratto in qualsiasi momento con una semplice pratica amministrativa (“extension”), pagando una somma detta “premium”.

I leaseholder pagano un canone di affitto annuale chiamato “ground rent”, solitamente di importo modesto, ed una cifra mensile o trimestrale, il “service charge”, volta a contribuire alle spese condominiali ed alle riparazioni delle parti comuni come il tetto e il giardino.

Una figura intermedia è quella del “leasehold with share of freehold”, o più semplicemente “share of freehold”, una sorta di proprietà condivisa di un condominio. In questo caso si diventa comproprietari (“shareholder”) dell’edificio e si ha il godimento a titolo di leasehold del proprio appartamento.

La procedura mediante la quale viene traferito il diritto di proprietà su in immobile viene detta “conveyancing” e viene gestita interamente dagli avvocati (“solicitors”) senza che intervenga la figura del notaio.

Dal punto di vista fiscale, al momento del rogito si pagano la “Stamp Duty Land Tax” – con aliquote che variano dall’1% al 4% a seconda del valore della compravendita ed un’esenzione per le compravendite inferiori alle 125.000 sterline – e la “Registration Tax”, calcolata sul prezzo di acquisto e che può variare dalle 50 alle 920 sterline.

Quella che più le si avvicina, la “Council Tax”, è infatti un’imposta sui servizi, che come tale è a carico – nel caso di immobili affittati – dell’inquilino.

I redditi da locazione vengono tassati assieme agli altri redditi attraverso la “Income Tax”, un’imposta progressiva con aliquote che vanno dal 10% al 50%.

Nel caso di proprietari stranieri, l’inquilino – sulla base di una normativa denominata “Non-resident Landlord Scheme” – ha il dovere di trattenere dal canone di affitto una ritenuta d’acconto ad un’aliquota standard (“basic tax rate”) attorno al 20%. In alcuni casi, però, è possibile chiedere all’ufficio del “HM Revenue & Customs” la disapplicazione di tale regime riscuotendo quindi l’interno importo.

Dai canoni di affitto percepiti possono essere detratte alcuni costi quali gli interessi sul mutuo, le spese di riparazione, le spese di gestione, legali e di intermediazione, ed anche, in parte, le spese di arredamento. Se le spese superano gli incassi, la differenza può essere portata a credito per l’anno successivo.

Gli importi risultanti devono essere dichiarati nelle pagine dedicate alle “UK property” all’interno della dichiarazione dei redditi denominata “Tax Return”.

 

Per maggiori informazioni, potete scrivere a: taormina@engelvoelkers.com

 

 


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