Le case più grandi del mondo

Le case più grandi del mondoL’ampiezza media di una proprietà varia a seconda del Paese e dipende da fattori molto diversi tra loro quali clima, reddito e persino popolazione. Nel mercato immobiliare del lusso, un ruolo fondamentale lo gioca spesso anche la location; molti buyer preferiscono proprietà più piccole nel centro di Londra piuttosto che mastodontiche ville in aree meno pratiche del Regno Unito. Tuttavia, a parte qualche eccezione, l’ultimo decennio ha visto un notevole cambiamento nelle dimensioni medie delle abitazioni nel mondo industrializzato.

Gli ultimi sviluppi nel settore urbanistico riconoscono sempre più i benefici psicologici derivati dall’inserimento di parchi e spazi verdi all’interno dei piani di costruzione degli edifici. Sembra infatti che l’ampiezza di una casa sia in grado di influire sul benessere della persona che vi abita. In Gran Bretagna, i nuovi requisiti minimi previsti dal piano di Londra riflettono la crescente attenzione verso l’impatto che uno spazio abitabile può avere sulla qualità della vita, mentre in Paesi a minore densità di popolazione come gli Stati Uniti e l’Australia, l’ampiezza media di un’abitazione è decisamente maggiore rispetto agli equivalenti europei.

Una ricerca condotta nel 2011 ha messo a confronto la grandezza media di varie case nel mondo, prendendo in considerazione lo spazio abitabile. Esaminando le dimensioni delle proprietà realizzate nel 2009, Hong Kong, Russia e Cina sono i Paesi che costruiscono gli immobili più piccoli, con un’estensione rispettivamente di 45m², 57m², e 60m². Nel 2013, il primato è passato al Regno Unito, con case di ampiezza media pari solo a 76m². Di contro, le più grandi proprietà del continente si trovano in Danimarca, i cui appartamenti hanno un’estensione, in media, di 137m².

La stessa ricerca ha evidenziato che negli Stati Uniti, la grandezza media delle abitazioni, nel 2009, si attestava intorno ai 201m², una cifra che tuttavia continua ad aumentare costantemente dagli ultimi sei anni a questa parte. Tra gli anni ’50 e gli anni 2000, la casa media americana ha infatti quasi triplicato la sua grandezza; le ville poi si estendono mediamente su un’area di oltre 371m². Nel 2013, queste ultime rappresentavano quasi il 10% delle nuove case, aumentando così la media di ben 241m². Anche le proprietà australiane hanno subito un simile incremento del 40% nell’ampiezza delle abitazioni tra il 1984 e il 2003, affiancandosi agli Stati Uniti tra i Paesi che costruiscono le proprietà più grandi.

La maggiore estensione delle abitazioni in entrambi i Paesi è stata influenzata particolarmente dai trend del segmento high-end del mercato. Gli immobili di lusso in America, infatti, hanno sperimentato una vera e propria fase di boom, grazie anche agli ingenti investimenti destinati proprio alla realizzazione di case più grandi. La riduzione record dei tassi di interesse, verificatasi nell’ultimo decennio, ha comunque fatto la sua parte in questo cambiamento. Le case costruite negli ultimi anni sono inoltre la prova tangibile di una modifica di tipo culturale: assieme all’ampliamento degli spazi esterni, i designer e gli architetti tendono, infatti, a optare per open space e interni con volte alte. Il mercato immobiliare statunitense è poi noto per ville sontuose che si estendono talvolta per ben oltre i 900m². Soffitti di tre metri, salotti riccamente decorati e grandi cucine sono tutti optional previsti dal pacchetto immobiliare tipo negli USA, con l’aggiunta di pavimenti curati, piscine a sfioro e ampi campi da tennis all’esterno.

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