Pasqua partenopea: tra sacro e profano

Aria di primavera, voglia di rinnovamento, la Pasqua a Napoli segna l’inizio della bella stagione e con essa il desiderio di uscire dal torpore e dal grigiore dei lunghi mesi invernali.

La Settimana Santa è scandita da una serie di eventi, non solo religiosi, legati ai riti e alle tradizioni locali che vanno dalla visita ai sepolcri il Giovedì, alle processioni del Venerdì, per poi concludersi con la tipica scampagnata del Lunedì in Albis.

L’aspetto più affascinante delle processioni pasquali nelle Isole Partenopee, è la mescolanza di sacro e profano, tradizione e innovazione; passato, presente e futuro e le diverse generazioni che si uniscono per dar vita ad avvincenti rappresentazioni.

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Il tour pasquale alla scoperta delle tradizioni popolari comincia il Venerdì Santo nell’ Isola di Procida. Bisogna recarsi presto al mattino per assistere a una delle processioni più suggestive del panorama campano: “I Misteri”. La folla di fedeli si accalca attorno l’Abbazia di San Michele Arcangelo nella centralissima Piazza dei Martiri, per meglio assistere alla sfilata dei carri allegorici provenienti dal soprastante borgo di Terra Murata. L’atmosfera è surreale, specie all’inizio quando il brusio del popolo viene interrotto dallo squillo di una tromba e tre colpi di tamburo che annunciano il corteo della Congrega dell’Immacolata Concezione: inizia la sfilata dei carri con le rappresentazioni del Vecchio e Nuovo Testamento, iniziando dalle creazioni colorate dei più “piccoli“. La processione prosegue poi su Marina Grande, dove è ormeggiata grossa parte della celebre flotta di pescherecci di Procida.

 

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All’imbrunire dello stesso giorno, invece, sull’Isola di Capri, si svolge la “Processione di Cristo Morto”: immersi in un’atmosfera molto solenne, uomini incappucciati camminano portando la statua della Madonna Addolorata ed il simulacro del Cristo morto. L’atmosfera è davvero irreale: le luci si spengono, i negozi abbassano le serrande e gli incappucciati sfilano con passo lento e deciso, confondendosi quasi con il buio della notte, mentre croci, stendardi e canti struggenti rievocano tradizioni millenarie...

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Sempre il Venerdì Santo, ma stavolta di notte, per le strade di Forio ad Ischia, va in scena la “Passione di Cristo”, le ultime dodici ore di vita di Gesù, dall’ultima cena al momento della crocifissione e della morte. Una processione itinerante, curata fin nei minimi dettagli che dal 1982, anno in cui fu realizzata per la prima volta, raccoglie sempre maggior successo di pubblico. E, proprio il pubblico, in questo tipo di rappresentazione, gioca un ruolo decisivo, partecipando attivamente a tutte e 14 le stazioni della Via Crucis.

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Altra suggestiva tradizione, è quella che si svolge la domenica di Pasqua, sempre ad Ischia per le strade di Forio e Casamicciola Terme, dove va in scena la “Corsa dell’Angelo”, antica “processione a spalla” che rievoca l’episodio evangelico dell’annuncio della Resurrezione di Cristo. Le quattro statue di Gesù, della Madonna, di San Giovanni e dell’Angelo, sono portate in processione seguendo un rituale complesso e cadenzato, il cui momento culminante è lo svelamento del volto della Madonna all’annuncio dell’Angelo della resurrezione del figlio.

Accanto ai riti religiosi, non possono mancare i soliti rituali gastronomici che scandiscono il ritmo delle giornate:

  • Giovedì: preparazione della “Pastiera”, ossia il tipico dolce pasquale a base di ricotta, uova, grano, cedro e acqua di mille fiori, ingredienti questi, legati alla simbologia della rinascita;
  • Venerdì: è previsto un rigoroso digiuno, ma, poiché questo non appartiene affatto al popolo napoletano, si preferisce un menù più leggero a base di verdure o pesce;
  • Sabato: è il giorno della preparazione del “Casatiello”, la celebre torta salata ripiena di uova, formaggio e salumi che sarà consumato soprattutto il giorno di Pasquetta;
  • Domenica: il menù pasquale prevede minestra con brodo di gallina, agnello stufato con uova e piselli, fritto misto di ricotta e carciofi e la famosa “Fellata”, ossia un enorme vassoio pieno di affettati misti di salami, soppressata e capocollo;
  • Lunedì: giorno dedicato alla gita fuori casa, in cui è fondamentale portare con se cibi salati, uova, dolci, un buon vino locale e ovviamente un’ottima compagnia.

Buona Pasqua!!!

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