“A Santa” tra leggenda e devozione

di Monica Colaianni

I primi giorni di febbraio  Catania si veste a festa per la sua Patrona: Sant’Agata. Per le strade, si sentono  gli odori di dolci, canditi e zucchero filato. Cominciano a vedersi per le vie del centro le candelore, portate a spalla dai devoti vestiti con un il sacco. Un camice bianco, guanti e in testa una papalina nera.E&V Taormina Etna Sant'Agata

Controversa è l’origine del tradizionale abito. Una leggenda popolare vuole sia legato al fatto che, i cittadini catanesi, svegliatisi in piena notte dal suono delle campane al rientro delle reliquie in città, si riversarono nelle strade in camicia da notte, ma la stessa è infondata perché la camicia da notte nel 1126, anno della traslazione, ancora non esisteva. La tradizione storica più affermata indica che l’abito votivo altro non è che un saio penitenziale. Si afferma inoltre che sia una tunica indossata il 17 agosto, quando due soldati portarono le reliquie a Catania da Costantinopoli. Da qualche anno anche le donne indossano il saio di color verde simile alla tunica che la Santa avrebbe indossato durante il Martirio.

Tre giorni di culto, folclore e tradizioni. Sono  momenti solenni, soprattutto  il 4 e 5 febbraio quando Sant’Agata nel suo argenteo fercolo “a vara” va tra la sua gente.

Giorno 3 iniziano i festeggiamenti con la processione del mezzogiorno per l’offerta della cera. Dal Comune esce la Carrozza del Senato seguita dalle Candelore, espressione delle corporazioni e dei mestieri cittadini. La sera nella Piazza centrale della città, Piazza Duomo, alle venti in punto cominciano i tradizionali “fuochi del tre”, un grandioso spettacolo pirotecnico seguito da un concerto di musiche belliniane.

E&V Taormina Etna Sant'Agata

Già alle prime ore del mattino del 4 i fedeli e tutti i devoti si recano presso la Cattedrale. Una grande calca di folla aspetta l’uscita di Sant’Agata dalla sua cameretta dove è conservata. Nonostante la Cattedrale sia colma, non si sente chiasso ma solo i canti che inneggiano la Santa. Alle 5:30 circa inizia la traslazione sull’altare maggiore e la Santa Messa. Alla fine della celebrazione Sant’Agata esce dalla Cattedrale per cominciare il giro della città. 

E&V Taormina Etna S'Agata

Il canto lirico

Un momento molto suggestivo è il canto delle suore Benedettine, quando alle prime luci dell’alba di giorno 6 la Santa si ferma dinanzi alla Chiesa di San Benedetto in Via Crociferi, dove risiedono le suore di clausura. Le religiose, dietro il cancello della maestosa chiesa, salutano la Santa Patrona intonando un soave canto. È una delle poche volte che le suore di clausura escono dalla chiesa dove trascorrono la loro vita in preghiera.E&V Taormina Etna Sant'Agata

Il canto delle suore Benedettine è uno di quei momenti della festa da non perdere proprio per l’atmosfera che si viene a creare: sembra che tutto si fermi, non si sentono rumori, né chiasso né bisbigli nonostante tutta la via sia gremita di persone, ma solo il dolce canto delle suore. Guardate il video della festa di Sant’Agata: N.O.P.A.Q.U.I.E.E&V Taormina Etna Sant'Agata

 

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