Scena al tramonto con un tepee giallo sulla sinistra e una capanna di legno sulla destra, un prato avvolto dalla nebbia, fumo che sale, una pineta e un sentiero di pietra.
Dunton Hot Springs

Vita da Cowboy

  • 6 min di lettura
  • da Steffi Kammerer
  • Edizione

    01/25

  • Posizione

    Colorado, USA

  • Fotografia

    Jack Richmond

Dunton Hot Springs celebra il romanticismo da Far West – fatto di serate intorno al falò e pesca con la mosca –, coniugandolo con comfort ai massimi livelli. Una visita indimenticabile in un’ex città fantasma sulle Montagne Rocciose...

Tutto ebbe inizio in una piovosa mattinata a Telluride, Colorado, nel gennaio del 1994. Il giorno prima, Christoph Henkel si era incrinato una costola su una pista nera; sciare non era al momento un’opzione. Lui e il suo socio d’affari di allora decisero di fare una breve gita in auto, qualcuno aveva raccontato di una sorgente calda in vendita, a circa due ore verso sud-ovest, nel cuore delle montagne. «Quando siamo arrivati, stavamo per accasciarci a terra» racconta Henkel. Le sorgenti calde non erano calde, entrambi erano sprofondati fino alle ginocchia in escrementi di marmotta, le casette intorno a loro erano semicrollate, le porte sventolanti nel vento, i vetri forati da pallottole. «È stato amore a prima vista. Dopo un quarto d’ora abbiamo detto: questa roba va assolutamente comprata, poi ci verrà in mente cosa farci».

Una stanza rustica in legno con travi a vista, un’amaca rosso vivo, piante rigogliose e grandi finestre inondate di luce; le gambe sporgono dall’amaca oltre il bordo di una vasca poco profonda.
Lo stabilimento termale ottocentesco è stato restaurato e ospita oggi la sorgente calda e ricca di minerali che dà il nome al resort.

Benvenuti al Dunton Hot Springs Resort

Oggi, trent’anni dopo, Dunton Hot Springs fa parte dell’esclusiva associazione di alberghi e ristoranti Relais & Château. Che non si tratti del solito soggiorno in un albergo 5 stelle, diventa chiaro già durante il viaggio di andata. Per una buona mezz’ora si sale su una polverosa strada sterrata, le curve diventano sempre più strette, il vetro posteriore dell’auto si copre di uno strato di sabbia rossa. Gli ospiti dormono in una delle 14 capanne di tronchi amorevolmente arredate, alcune delle dimensioni di un grande chalet, il tutto circondato da 75 ettari di terreno confinante con la National Forest.

Accogliente camera da letto in una baita di legno con pareti in legno grezzo, un letto con una trapunta geometrica blu e rossa, una poltrona in pelle, una lampada e opere d’arte incorniciate.
Dopo lunghe escursioni in montagna vi attende un massaggio connettivale o un trattamento con pietre calde nella Spa.

Dal selvaggio West a un’oasi di benessere

Dunton Hot Springs è anche sinonimo di avventura: un viaggio nel tempo verso un’epoca caratterizzata da grandi cambiamenti, pericoli e privazioni. Le case in legno sono testimonianze dell’immensa fatica investita nel trasporto dei tronchi attraverso i monti, utilizzando strade improvvisate e carri trainati da cavalli, guidati da persone alla ricerca di una vita migliore. Oggi, queste capanne di legno sono rifinite in modo lussuoso, si continua a sentire l’antico spirito d’avventura ma poi ci si rilassa sotto la doccia tropicale o davanti al fuoco ardente del camino. Riunioni e stress fanno parte di un altro mondo. Di giorno si vedono volteggiare le aquile, di notte le stelle brillano in un cielo incredibilmente limpido.

Negli anni ’80 dell’Ottocento, nella remota località di Dunton si estraevano oro e rame. All’epoca ci vivevano circa 500 persone, ma appena quattro decenni dopo la valle fu abbandonata, la popolazione decise di trasferirsi, seguendo la nuova linea ferroviaria. L’immensa area divenne parte di un allevamento di bovini, negli anni ’70 arrivarono gli hippy, poi un finanziere in fuga da Wall Street e, infine, l’imprenditore Henkel, cresciuto a Düsseldorf leggendo i libri western di Karl May. Per eventi speciali, non è raro vederlo personalmente dietro il bancone del saloon ristrutturato.

Accogliente biblioteca con un caminetto sulla sinistra, una testa di toro appesa alla parete, pareti rivestite di pannelli verdi, due poltrone imbottite, un tappeto di pelliccia e alte librerie che circondano un soppalco.
Magnifiche giornate invernali davanti al camino: la biblioteca è un regalo di Christoph Henkel alla moglie Katrin. Qui vi attendono tesori letterari e i classici del genere western.

Vecchie capanne, nuove storie

Dunton Hot Springs è una dichiarazione d’amore al Far West, autentico fino al minimo dettaglio, ma lontano dall’idea di museo all’aria aperta. Alcuni edifici provengono da luoghi distanti, smontati da Henkel a centinaia di miglia da Dunton e trasferiti con dei camion. A Dunton, le case sono disposte in modo tale da permettere spostamenti a piedi. Ogni singolo pezzo delle case smontate è stato numerato e riassemblato come un puzzle 3D. Henkel racconta che ci sono voluti sette anni: «L’unica cosa che c’era al nostro arrivo era l’elettricità, ma niente acqua corrente, per non parlare della fognatura e delle linee telefoniche».

Poco più di un anno dopo, Henkel conobbe Katrin Bellinger, un’esperta d’arte di Colonia. Innamorato di fresco, la portò in vacanza a Dunton, dove l’acqua andava presa con un secchio alla sorgente e la latrina stava in una piccola capanna. Su un prato in cima alla montagna, chiese la sua mano. Presto arrivarono due figli e la famiglia si trasferì a Londra. Ancora oggi, trascorrono l’estate e il Natale in Colorado.

Due donne con cappelli da cowboy cavalcano su cavalli marroni attraverso un prato verde; alle loro spalle si ergono colline boscose e montagne innevate sullo sfondo di un cielo di un azzurro splendente.
I momenti clou di Dunton: cavalcate attraverso la natura selvaggia delle montagne di San Juan...
Una piattaforma di legno all'aperto con tappetini da yoga e cuscini in una valle, alberi che costeggiano le colline, montagne innevate sotto un cielo azzurro e limpido punteggiato di nuvole.
...e yoga con insuperabile vista panoramica.

Un luogo dove le star possono mantenere la propria privacy

L’abitazione privata della famiglia si trova un po’ in disparte: una torre a cinque piani in legno e vetro, nascosta dalle chiome degli alberi, progettata da Annabelle Selldorf. Un valido motivo per gli amanti dell’architettura per avviarsi verso Dunton Hot Springs. La celebre architetta è un’amica intima della coppia, a Colonia andava a scuola con Katrin Henkel che all’epoca si chiamava ancora Bellinger.

Ogni anno ad agosto, i coniugi Henkel e i loro due figli adulti organizzano un mega barbecue, con tavoli piegati sotto il peso delle montagne di gigantesche bistecche. Gli ospiti sono variegati: contadini della valle vicina sono seduti accanto a vecchi amici europei, in mezzo a loro la vincitrice di un premio Oscar con i propri figli e una cantante, anche lei ben nota a tutti. Entrambe sono senza guardie del corpo ma nessuno le infastidisce. L’attrice è molto riservata, ma rivela che Dunton è uno dei suoi luoghi preferiti, dove lei ritorna volentieri senza gridarlo ai quattro venti.

All'interno di una camera da letto, in una tenda di tela color crema, con un letto a righe, mobili in legno, due pouf, un tappeto di pelle di mucca e grandi finestre.
Il Dunton River Camp comprende otto tende, dotate di aria condizionata, stufe e bagni. Sono disponibili da giugno a ottobre.

Da un'idea spontanea nasce un rifugio esclusivo

Nel 2007, Christoph Henkel ha acquistato un altro grande appezzamento di terreno, situato a circa quattro miglia a valle del resort: qui ha creato il Dunton River Camp. Le otto lussuose tende sono disponibili da giugno a metà ottobre. Kim Kardashian ha prenotato l’intero Camp per tentare di salvare il proprio matrimonio con Kanye West. Pur non citando mai direttamente il luogo sui social media, esiste un post in cui sono riconoscibili le stoviglie della Gmundner Keramik in uso a Dunton. Poco tempo dopo è arrivato un pacco dall’Austria con stoviglie personalizzate per la famiglia Henkel, accompagnato da una nota: «Grazie per la pubblicità».

Christoph Henkel scuote la testa e ride, come fa spesso parlando di Dunton: «In fondo, sono una persona razionale, ma a volte le cose sembrano scritte nelle stelle. Quando immagini la tua vita, la vedi come una linea retta, ma guardando indietro assomiglia di più a un piatto di spaghetti. Dunton è stato una deviazione, un fuori programma. Ma con un po’ di follia e i giusti mezzi ce l’ho fatta. A volte, ci vuole un po’ di testardaggine».