Un edificio rosa a più piani affacciato sul mare, con balconi, sorge tra alberi rigogliosi e si affaccia sul mare blu sotto un cielo limpido.
Hotel excelsior Vittoria

A tu per tucon gli dèi

  • 5 min di lettura
  • da Steffi Kammerer
  • Edizione

    02/25

  • Posizione

    Sorrento, Italia

Foto di: Courtesy of Hotel Excelsior Vittoria / Tyson Sadlo

Da cinque generazioni proprietà di famiglia, una gloriosavista sul golfo di Napoli, simile a un dipinto: il leggendario albergo Excelsior Vittoria a Sorrento attrae i viaggiatori puntando su carattere, eleganza e grande amore per i dettagli.

Nui in alto, tutto sembra possibile. Chiunque abbia messo piede sulla terrazza che domina la ripida scogliera, farà fatica a dimenticare la sconfinata vista e il senso di felicità suscitato dal sublime panorama. Dritto davanti si innalza il Vesuvio, fino all’orizzonte si alternano infinite sfumature di blu, punteggiate da yacht che si muovano a rallentatore sulle scintillanti onde.

Nel 1921, il leggendario tenore Enrico Caruso è stato qui, cantando per l’ultima volta davanti a un pubblico. Morì poco dopo l’esibizione, la suite Caruso celebra la sua memoria: c’è ancora il suo pianoforte, una raccolta di lettere private e fotografie storiche è appesa sulle pareti. Al Grand Hotel Excelsior Vittoria non mancano di certo gli ospiti famosi, l’elenco va da Richard Wagner – che ha finito qui la stesura di una parte del Parsifal – a Caterina di Russia, la principessa Margaret d’Inghilterra, Jack Lemmon e Sophia Loren, mentre Gerhard Richter ha ritratto l’edificio.

Un lussuoso salotto con pareti azzurro chiaro, modanature dorate e un lampadario a bracci, che si affaccia su una terrazza con vista sul mare.
Un posto in prima fila sul Golfo di Napoli: il mare è il protagonista assoluto delle camere e delle suite dell’Hotel “Excelsior Vittoria”. Foto: per gentile concessione dell’Hotel Excelsior Vittoria

Il Grand Hotel Excelsior Vittoria sorge a Sorrento, una piccola città sulla Costiera amalfitana, situata a poco meno di mezz’ora d’auto da Positano. Fin dall’apertura, avvenuta oltre 190 anni fa, la struttura è proprietà della stessa famiglia. Anche tra i dipendenti si trova qualcuno con genitori e nonni già impiegati qui. Le camere sono decorate con una selezione di ricercati pezzi d’antiquariato, nessun locale è uguale agli altri.

Quando eravamo piccoli, mio cugino e io non potevamo mettere piede in albergo dopo le cinque di pomeriggio. Di nascosto tentavamo di dare una sbirciatina agli eleganti commensali riuniti per la cena
Guido Fiorentino, Discendente del fondatore dell'hotel

Un luogo di ospitalità da generazioni

Nel XIX secolo l’Excelsior Vittoria era l’albergo più moderno della zona, grazie all’esistenza di bagni privati, racconta Guido Fiorentino, discendente del fondatore dell’albergo. Inizialmente aveva scelto una carriera nell’industria dei pellami, ma quando suo padre gli chiese se volesse entrare nel consiglio d’amministrazione dell’albergo, il compito gli sembrò talmente enorme da chiedere un mese di tempo per rifletterci. Sprovvisto di una formazione specifica nel settore alberghiero, Fiorentino apprese le cose importanti da suo padre con il quale lavorò a stretto contatto fino alla sua morte; dal 2010, è alla guida dell’albergo. Già da bambino sentiva discorsi come questo: sta arrivando la Signora tal dei tali, quella che ama tanto il tiramisù, e quindi ne va preparato in abbondanza. Una volta andò a trovare un ospite abituale a Manhattan, un personaggio più che benestante, con autentici Picasso appesi sui muri della casa. Fiorentino gli portò una conserva di pomodori pelati provenienti dall’orto dell’albergo. Li avrebbe conservati per un’occasione speciale, disse l’uomo di New York, come se si trattasse di un grande vino.

Complesso di ville in stile mediterraneo a strapiombo sulla scogliera, con archi e terrazze, e un cancello con la scritta “VITTORIA”, in cima alle scogliere rocciose al tramonto.
Dal 1834 l’Hotel “Excelsior Vittoria” affascina i viaggiatori. Un ascensore conduce gli ospiti al porto e alla spiaggia. Foto: Courtesy of Hotel Excelsior Vittoria
Una lussuosa suite d'albergo in stile vintage con un letto in ferro battuto dorato, un lampadario, tende verdi e un cameriere che serve il tè a un tavolino accanto a un salottino.
Quel che conta sono i dettagli! Una regola seguita nel Grand Hotel Excelsior Vittoria da diverse generazioni. Foto: Tyson Sadlo / Courtesy of Hotel Excelsior Vittoria

In armonia con la natura e la tradizione

L’incanto dell’albergo si sprigiona non appena si entra nel giardino. Nel movimentato centro della cittadina si apre un cancello in ferro battuto, sormontato da una grande scritta dorata in stile Liberty che dice: «Excelsior Grand Albergo Vittoria». La rigogliosa vegetazione del giardino, allestito come un parco, assorbe miracolosamente i rumori del traffico e il brusio delle voci dei passanti. Passando accanto a limoni, ortensie, bouganvillee e palme, si raggiunge il luminoso foyer. Sotto un pergolato coperto da un lussureggiante glicine vi attende un bar à champagne. L’anno scorso, la rivista Travel + Leisure ha insignito il Gand Hotel Excelsior Vittoria del premio per il miglior resort italiano.

Un salone sfarzoso con pareti rivestite di damasco turchese, un affresco artistico sul soffitto, un lampadario di cristallo e poltrone imbottite blu disposte attorno a tavoli di legno.
I soffitti sono decorati con affreschi del XIX secolo, come in questa elegante sala, chiamata il salone blu. Foto: Courtesy of Hotel Excelsior Vittoria

L’albergo è collegato con la spiaggia e con il porticciolo tramite un ascensore. Gli antichi romani usavano per la discesa una galleria, ancora oggi in parte visibile. Ma per quanto sia legato alla tradizione – inchinandosi davanti al passato –, l’albergo sta comunque al passo coi tempi: il profilo su Instagram risale a undici anni fa, i figli Luca e Peter sono esperti nel campo digitale, un giorno gestiranno l’albergo nella sesta generazione.

Eppure, anche loro non cambieranno molto. Gli esterni sono intoccabili, grazie ai rigidi vincoli imposti dalla Soprintendenza per i Beni Culturali. Ma anche il rapporto con gli ospiti è regolato da un peculiare codice. Guido ricorda il consiglio di suo padre: rendere felici gli ospiti è la cosa più importante, così felici da essere un po’ tristi quando partono! Solo allora si può essere certi di aver fatto tutto come si deve, perché probabilmente sarebbero ritornati. Per superare l’attesa fino alla prossima visita, c’è la boutique online che vende marmellata di arance e olio d’oliva, ovviamente provenienti dai terreni dell’albergo.

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