Una donna con i capelli biondi spettinati dal vento, vestita con un completo giallo brillante, che indossa un orecchino appariscente, si tiene i capelli e guarda verso la telecamera.
Toni Garrn

Super Woman

  • 5 min di lettura
  • da Michaela Cordes
  • Edizione

    04/24

  • Posizione

    Berlino/Germania

  • Fotografia

    Javier López

Una bellezza mozzafiato e una carriera eccezionale: Toni Garrn, modella di fama internazionale, ha creato unasua fondazione, è madre di una figlia e, da pochissimo,ha lanciato Super Flea Market, una piattaforma online di moda pre-loved. Abbiamo parlato con lei di arte e dell’idea di fare del bene partendo da capi di abbigliamentoparticolarmente belli.

Toni Garrn, da fine maggio lei è presente online con la sua impresa Super Flea Market. Come sta vivendo questa situazione e quali sono state le principali sfide?

Di sicuro, questa fase è tanto eccitante quanto faticosa, soprattutto in senso positivo: è semplicemente un periodo molto avvincente per me e per la mia équipe.

Nove anni fa, ho lanciato Super Flea Market a New York come evento di beneficenza, all’epoca ancora con il nome Supermodel Flea Market. Vendevo capi di abbigliamento dismessi delle mie amiche per raccogliere soldi per la mia fondazione appena creata, la Toni Garrn Foundation, impegnata nella promozione di progetti di formazione rivolti a ragazze e donne in Ghana, Uganda e Burundi. Non avrei mai immaginato che questo programma di beneficenza potesse sfociare un giorno in una startup con finalità sociali, richiedendomi un notevole impegno in termini di tempo e di energia. In realtà, si può dire, che dall’idea alla prima vendita sono trascorsi quasi nove anni. Ovviamente, trasposta in digitale, l’esperienza è del tutto differente. Oggi, io e la mia équipe viviamo sfide completamente diverse da quelle affrontate anni fa a NYC. Oggi va costruito un marchio forte, vanno individuate le giuste basi per i tanti settori di quest’azienda, e soprattutto: dobbiamo continuare a costruire il nostro team. 

Qual è stata la sua prima vendita?

Uno dei primi pezzi venduti tramite superfleamarket.org, è stato un singolare pezzo di alta moda: dei magnifici stivali sopra il ginocchio disegnati da Jimmy Choo per Jean Paul Gaultier. Il mio personale pezzo preferito del nostro assortimento sono in ogni caso i sandali di Gianvito Rossi, indossati da Beyoncé in occasione di un servizio fotografico.

Qual è di preciso il modello commerciale di Super Flea Market?

Vendiamo vestiti e accessori, provenienti dagli armadi personali di celebrità e di altre personalità avvincenti, oppure pezzi recuperati negli archivi dei grandi brand del mondo fashion, indossati precedentemente da celebrità in occasione di qualche red carpet o durante uno shoot-ing fotografico. Super Flea Market è unasocietà in cui i ricavi vanno destinati a una causa. Questo significa che per ogni capo di moda venduto doniamo una somma tra il 50 % e il 90 % del prezzo al netto delle spese a una delle organizzazioni della nostra rete di ONG affiliate. 

Mi descrive il vostro gruppo target?

Sono soprattutto amanti della moda e del vintage, sostenitori e, di sicuro, qualche appassionato di beneficenza. Hanno tutti in comune una cosa: non stanno cercando un’esperienza di shopping, ma sono alla caccia di pezzi particolari, roba che non si trova normalmente online o in un qualsiasi negozio in giro per il mondo. 

Quali sono i suoi tre pezzi vintage preferiti, attualmente nel suo armadio? Ci racconta anche le provenienze?

Di sicuro, un completo rosa in velluto a coste, composto da giacca e pantaloni, cucito circa 60 anni fa da mia nonna. Questo capo ha per me un valore particolare. 15 anni fa, Karl Lagerfeld mi ha regalato un vestito di Chanel, in quello stile senza tempo e meraviglioso tipico per le creazioni di Karl per Chanel. Adoro questo abito. E poi, un vestito vintage di Versace, trovato un po’ di tempo fa a New York, oramai in vendita su superfleamarket.org. Un abito incredibile! Ma ho vissuto alcuni momenti davvero particolari con questo vestito, durante il nostro evento a Miami. Ora tocca a qualcun altro, essere felice indossandolo.

Su un tablet appoggiato su un tavolo di legno si vede la copertina di una rivista di moda, sulla quale è raffigurata una donna dai capelli biondi con un cappello a tesa larga; accanto ci sono una tazza di caffè e una pianta.

Come le è venuta l’idea di realizzare il suo progetto di mercato delle pulci su scala mondiale e in digitale? Se ho capito bene, lei lavora con due socie?

Dopo il nostro ultimo grande evento Flea Market, nel 2022 a Berlino, sono venute da me Coralie, direttrice amministrativa della mia Toni Garrn Foundation, e Charlotte, titolare dell’agenzia coproduttrice dell’evento, per parlarmi della loro idea di sviluppare ulteriormente la portata di Super Flea Market, trasponendo l’intero processo online. Neanche tre mesi dopo, ci siamo incontrate a Berlino, decidendo di metterci insieme come fondatrici di una società. Avevamo l’obiettivo di costruire con superfleamarket.org una piattaforma digitale, capace di unire tre temi: la moda di lusso di seconda mano, l’economia circolare e la beneficenza.

Come nel caso del primo progetto di Flea Market, dove i ricavi servivano per sostenere la sua fondazione per l’Africa, lei intende devolvere in beneficenza anche gran parte dei ricavi di Super Flea Market. Come sceglierà gli enti di beneficenza e quali sono i criteri?

È vero, per quanto riguarda gli eventi Flea Market, il 100 % dei ricavi è sempre stato utilizzato per finanziare i progetti della Toni Garrn Foundation; l’ultima volta per acquistare l’attrezzatura medica per la clinica prenatale, aperta nel 2022 a Wioso, in Ghana, in collaborazione con i nostri partner.

All’epoca, la fondazione Toni Garrn si è occupata anche della produzione della manifestazione, ma dopo l’ultimo evento nel 2022 abbiamo capito che una ONG delle nostre dimensioni non aveva la struttura adeguata per poter realizzare megaeventi del genere. È molto bello ma ci costa troppo in termini di risorse e di tempo, che vogliamo e dobbiamo investire invece nella collaborazione con i nostri partner locali.

Quando abbiamo poi cominciato a elaborare concretamente il nuovo modello online di Super Flea Market, è stato subito chiaro che i profitti non sarebbero andati esclusivamente alla Toni Garrn Foundation, ma anche ad altre ONG, con le stesse nostre necessità di ricevere donazioni. Abbiamo un obiettivo ben preciso: offrire alle ONG la possibilità di programmare meglio le proprie attività, grazie alla partnership con noi e il conseguenziale, regolare flusso di donazioni. Così si crea insieme un sistema forte, impegnato nel contrastare ingiustizie sociali ed ecologiche. Per diventare parte delle nostra rete, le ONG (accanto alla Toni Garrn Foundation, al momento l’All Hands and Hearts e la Re:wild) devono rispettare criteri formali (ONG registrate secondo le leggi del proprio paese), presentare un elenco di progetti già realizzati e avere un team dirigenziale disponibile a uno scambio costante con noi.

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Com’è nata la fondazione Toni Garrn?

Già durante la mia infanzia e anche successivamente, durante la mia carriera professionale, ho avuto la fortuna di viaggiare tanto. Così ho conosciuto persone delle più svariate regioni del mondo e visto tanti paesi. Nel corso del tempo, il mio interesse si è sempre più concentrato sul continente africano. Durante i miei viaggi nell’Africa subsahariana ho incontrato ragazze e giovani donne, scoprendo da vicino le loro condizioni di vita. Sono stati incontri molto pregnanti. Disuguaglianze sociali ed economiche colpiscono in modo particolarmente forte ragazze e donne, influenzando le loro vite per generazioni.

Col tempo, il desiderio di impegnarmi a favore di queste ragazze è diventato sempre più pressante. Dopo una pluriennale collaborazione con Plan International, ho deciso di creare una mia fondazione, la Toni Garrn Foundation. Attualmente, siamo attivi in Uganda, in Ghana e in Burundi. Insieme ai nostri partner locali, sosteniamo iniziative rivolte alla formazione e alla salute di ragazze e donne.

L’obiettivo globale è creare per queste ragazze e donne un contesto ben strutturato, capace di sostenere la formazione professionale e la crescita personale. Nel 2023, quasi 1.300 ragazze hanno ricevuto una formazione scolastica nelle nostre scuole affiliate. Per noi è estremamente importante instaurare un rapporto stretto e personale con i nostri partner locali. Lo scambio di informazioni è costante, soprattutto tramite i mezzi digitali, come e-mail, videochiamate e Whats­App. Una volta l’anno, andiamo a trovare i nostri partner, quest’anno, ad agosto, in Burundi.

Doppia pagina tratta da una rivista di moda: una donna sorridente che indossa un top oversize in raso turchese con volant, mentre posa con una mano tra i capelli; testo sulla pagina di sinistra.

Negli Stati Uniti, la cultura delle generose donazioni a favore di enti di beneficenza – anche di somme importanti – è considerata un obbligo sociale. In Europa – in particolare in Germania – non è ancora così diffuso. Intende cambiare anche la situazione in Germania con il suo concept commerciale? Quale disponibilità riscontra nei suoi affari quotidiani?

Sono convinta che l’approccio profit for purpose sarà la nuova via per il successo. In Germania riscontro sempre grande riservatezza quando si tratta di rivelare i propri contributi nell’ambito della beneficenza, sia da parte di persone singole che sul piano aziendale. Mi chiedo sempre il perché. Se fa parte della tua filosofia e non si tratta di greenwashing, allora ne puoi anche parlare! Cercando di contagiare altri con le tue azioni! Quindi, sì, Super Flea Market vuole essere uno strumento per dire ad alta voce cosa possa fare chiunque, persona o azienda, per sostenere la natura e l’umanità.

Lei ha avviato la sua carriera di modella partendo dalla Germania, all’epoca ancora molto giovane. Esistono caratteristiche tipicamente tedesche che sono state d’aiuto in questo processo?

Sono sempre molto puntuale o cerco di avvertire il prima possibile quando mi capita di essere in ritardo. Sfortunatamente, da quando sono madre a volte non ci riesco.

Affidabile, puntuale, un sesto senso per l’alta qualità, caratteristiche spesso derise dagli stranieri, ma anche utili basi per costruire una solida attività commerciale. Come ha vissuto gli effetti causati da queste caratteristiche durante la sua carriera di modella e fino a che punto li avverte oggi, in veste di imprenditrice tedesca?

La mia esperienza mi ha mostrato che prodotti tedeschi vengono presi sul serio. Soprattutto, perché la provenienza tedesca comporta una promessa di qualità. Made in Germany suona bene anche per me.

La mia esperienza mostra che i prodotti tedeschi vengono presi sul serio. Made in Germany suona bene anche per me
Toni Garrn

Mi può spiegare come vive oggi la collaborazione con partner di altri paesi? Anche in quei casi il certificato Made in Germany è un aiuto? D’altronde, cos’è che possiamo imparare noi tedeschi da altri paesi e da altre mentalità?

Made in Germany è comunque sempre d’aiuto. Nel nostro caso va aggiunto il fatto che siamo un’azienda fondata e diretta esclusivamente da donne. Queste ci rende agli occhi dei nostri partner commerciali una realtà ancora più avvincente. In genere, i tedeschi sono sempre molto riservati quando si tratta di accettare o provare qualcosa di nuovo, senza perdersi subito in critiche. Un processo davvero difficile. Da non confondere col feedback costruttivo (sorride). Altri paesi europei si mostrano più aperti o meno scettici. La Germania non è famosa come early adopter. 

Sua madre ha sostenuto lei e la sua carriera con le sue conoscenze in campo finanziario. Quali altri valori le sono stati trasmessi dai suoi genitori, utili anche oggi nel suo ruolo di imprenditrice e madre?

Siamo una famiglia molto unita. Per me è una bella sensazione, trovarmi parte di una comunità. Come madre voglio trasmettere questa esperienza anche a mia figlia. Poi, in veste di imprenditrice, trovo molto importante la coesione: nel team e nella community di Super Flea Market ma anche tra collaboratori e partner. Lo scambio interpersonale non solo mi diverte, ma costituisce anche uno dei più importanti elementi per avere successo a tutti i livelli. Le persone vogliono essere viste, è importante riconoscere le loro esigenze. 

Lei ha una figlia. Quanto ci tiene a essere percepita da lei come modello? Quali sono i valori e i concetti particolarmente importanti per lei? Come gestisce i sensi di colpa diffusi tra tutte le madri lavoratrici, e cosa consiglierebbe ad altre madri intenzionate a scegliere la libera professione? C’è stato qualche consiglio particolarmente utile per lei?

Il mio consiglio più importante è di farsi aiutare e di chiedere aiuto quando serve. La mia famiglia, i miei amici e la mia babysitter sono i miei più grandi pilastri, persone capaci di dare a mia figlia amore e affetto. Solo così la mia vita può essere armoniosa.

La sensazione di non poter soddisfare al 100 % tutte le richieste, e gestire di conseguenza questo senso di mancanza, è una condizione che sto ancora imparando ad accettare. Ci sono giornate in cui tutto fila liscio e altre che sono una costante sfida. In questi casi è importante chiedere aiuto, anche se è difficile. Come madre voglio far capire a mia figlia che lei è giusta così com’è. In tutte le sue sfaccettature. E questo vale anche per me. 

Quale prospettiva vede per Super Flea Market, proiettando in avanti i suoi sogni di dieci anni? Dove vede l’azienda a quel punto?

Per il futuro vorrei dare una seconda vita ai più bei vestiti, alle più splendide scarpe e borse – provenienti da esclusivi armadi e celebri red carpet in tutto il mondo –, tramite la vendita sulla piattaforma superfleamarket.org. In fondo, la nostra idea va molto oltre i semplici capi d’abbigliamento pre-loved delle celebrità: vogliamo contribuire a creare un’economia davvero circolare, sostenendo contestualmente iniziative a favore della giustizia sociale ed ecologica. Io e il mio team ci stiamo impegnando per questo.

Come madre voglio trasmettere a mia figlia la certezza di essere perfetta così com’è. In tutte le sue sfaccettature
Toni Garrn