Una persona è seduta su una sedia blu dalle forme scultoree in una galleria luminosa; a sinistra si vedono delle installazioni luminose, a destra una sedia di legno e delle vetrine.
Kelly Wearstler

La mano della visionaria

  • 5 min di lettura
  • da Doya Karolini
  • Edizione

    02/26

  • Posizione

    Los Angeles, Stati Uniti

All‘incrocio tra arte e design, Kelly Wearstler punta sulla dimensione tattile e sui valori durevoli, ricordandoci che il vero lusso nasce dall‘intenzione. 

Alcuni designer danno forma a oggetti, altri creano mondi a sé. Kelly Wearstler fa parte del secondo gruppo. Dall’apertura del suo studio, quasi trent’anni fa, ha sviluppato un linguaggio visivo che spazia tra interior design, architettura, design del prodotto e direzione artistica.

Oggi la sua influenza è globale. Con sei libri pubblicati e un seguito digitale di 2,2 milioni di follower, Wearstler è una delle figure più conosciute del design contemporaneo, il suo immaginario ha conquistato il mondo. Nel 2019, il Financial Times l’ha descritta come «la donna che ha dato visibilità globale allo stile West Coast», un’attribuzione che comprende sia il suo raggio d’azione che la sua singolare voce.

In tutta la sua opera – da case private ad alberghi, da mobili a prodotti – è sempre riconoscibile la costante di un profondo legame con la produzione manuale. Nel suo universo, l’artigianato non è un abbellimento ma ispirazione, l’ancora emotiva di uno spazio e la lente attraverso la quale Wearstler interpreta la matericità.

Un luminoso soggiorno con ampie finestre, uno specchio dalle forme geometriche, alcune sculture e una poltrona rosa.
Un omaggio al design e alla maestria artigianale: l’installazione Crescendo, con i tappeti dell’ultima collezione di Kelly Wearstler disegnata per The Rug Company, presentata alla Milano Design Week 2025. Foto: Guel Sener

Materia con memoria

Nata a Myrtle Beach, in Carolina del Sud, Wearst-ler è cresciuta circondata da oggetti pieni di storia: ceramiche vintage, cose reperite al mercato delle pulci, stoffe ricamate. Sua madre, un’antiquaria, le insegnò a trattare le superfici con reverenza. Wearst-ler ricorda spesso il detto preferito della madre: «Nulla che valga davvero è facile», una frase che riflette la tenacità e la curiosità che caratterizzano i suoi lavori. Osservare come gli oggetti venivano trattati con una cura quasi rituale, ha dato forma alla sua convinzione che i materiali conservino memoria ed emozioni, e che un oggetto fatto a mano porti con sé una paternità impossibile da replicare con processi industriali.

L’iniziazione precoce al mondo dell’artigianato è diventata la base del suo lavoro. Wearstler è sempre stata attratta da artigiani: scalpellini, scultori del metallo, ceramisti, tessitori. Lei crede che la mano umana lasci traccia della sua presenza su ogni oggetto, un’energia impercepibile che diventa la scintilla per la narrazione spaziale. Così, l’utilizzo di uno smalto vetroso può ispirare un’intera gamma di colori; un prototipo in ghisa può definire una silhouette; una tecnica tessile può diventare l’anima dell’identità di un albergo.

I suoi progetti nascono dalla convinzione che fantasia e intenzione possono trasformare ogni spazio in un mondo a sé.
Una persona in completo a quadri è seduta su una sedia scultorea blu, circondata da scatole e mattoncini da modellismo.
Kelly Wearstler en su caseta de piscina reformada, rodeada de taburetes de goma de colores de la colección «90210» de Nynke Koster, en el marco de «Again, Differently», la primera exposición de Side Hustle. Foto: Austin Calvello

La bellezza dell'irregolarità

Gli ambienti da lei creati sono componimenti tattili. La designer accoglie varianti, irregolarità e incongruenze naturali come segni di autenticità. Wearstler si descrive come una persona ossessionata dalle sfumature, riferendosi spesso al proprio approccio come una forma di mixology, un’intuitiva miscela di materiali, epoche e trame. Grezzo incontra raffinato, vintage incontra contemporaneo, squadrato incontra sinuoso. Questa sensibilità stratificata conferisce al suo lavoro una dimensione atmosferica: spazi che non sembrano progettati, ma vanno scoperti. Non sorprende che citi spesso Peggy Guggenheim e Doris Duke come le icone di stile responsabili per la sua interpretazione di coraggio, eclettismo e stratificazione culturale.

Una filosofia espressa perfettamente nel suo cottage anni ‘50 sulla spiaggia di Malibù: artigianale, rustica e grezza, la casa è la perfetta espressione dell’onestà materica. Dopo essere stata distrutta l’anno scorso da un incendio boschivo, la casa è ora in ricostruzione. Per la designer, un atto di rinascita creativa, un’opportunità per riprendere il dialogo con il luogo, la storia e l’artigianato.

Un accogliente salottino con due poltrone in rattan, un tavolo massiccio in legno di radice e opere d'arte alle pareti.
Studio sulle texture tratto dal progetto alberghiero “Santa Monica Proper”, con pannelli in legno intagliato ed elementi d’arredo scultorei. Foto: per gentile concessione di Kelly Wearstler

Il credo del contrasto

L’estetica di Wearstler si distingue per la carica emotiva dei materiali e la forza degli accostamenti. Dalle trame, alle pallette di colori, i materiali e le epoche, la sua filosofia di design è sempre radicata nella sua ricerca di contrasti, un’interazione che crea le tensioni e la profondità caratteristici dei suoi progetti di interior. Wearstler non cerca uniformità; lei compone atmosfere.

La sua idea di lusso parte dallo spettacolo, dove il lusso è più un sentimento che una specifica, tangibile qualità. È un senso di intimità: la superficie di un metallo patinato, la grana di una pietra intagliata, gli angoli smussati di un legno vecchio. Crede che in un ambiente pieno di forza gli oggetti debbano entrare in dialogo. Uno spazio all’apice del lusso può accogliere pezzi unici, ognuno carico di storia, essenza e carattere, per avviare un’elegante conversazione tra di loro.

Una delle sue strategie più ricorrenti è l’interazione tra passato e presente. Mescolare vintage e antiquariato con pezzi contemporanei è fondamentale per la sua ricerca di atmosfere. Il vintage dà profondità; il contemporaneo conferisce chiarezza. Insieme creano una narrativa stratificata. In un mondo del design spesso orientato verso il minimalismo e la semplificazione, Wearstler offre qualcosa di più espansivo, un’estetica di eclettico grandeur, ancorato nell’autenticità dei materiali.

Per lei, lusso nasce dalla carica emotiva dei materiali: la venatura, la patina, le tracce lasciate dalla mano umana.
Una persona che indossa un completo a quadri di taglia troppo grande e porta con sé una valigetta, in una stanza d’epoca con boiserie.
Gli spazi di Kelly Wearstler non sono allestiti, ma rivelati: plasmati dall’istinto, dalle sfumature e da un profondo amore per l’atmosfera. Foto: Guel Sener

La tradizione incontra la tecnologia

Il suo lavoro fonde storia e modernità. Qui, il rigore architettonico può coesistere con forme scultoree, delicate sfumature cromatiche e trame naturali. Ogni progetto, dall’ospitalità alle case private, porta in sé il suo stile sfaccettato, pur conservando un’identità distintiva. Questa sua abilità di costruire carattere anziché aderire a una formula è uno dei motivi per cui il suo lavoro trova eco in culture diverse.

Il suo studio funziona da atelier interdisciplinare. Architetti lavorano accanto a designer industriali, artisti digitali con ceramisti ed esperti del tessile con scultori. Materiali vengono testati, rivisti, sviluppati e affinati, a testimonianza della sua convinzione che la creatività fiorisca grazie alla collaborazione. Lei vede gli artigiani come coautori, incoraggiando un fare esplorativo: scoprire cosa possa creare la mano umana oltre il regno delle macchine.

Primo piano: piastrelle in ceramica a coste, pigmenti colorati in piccole ciotoline e uno schizzo su carta.
Quella che sembra semplice geometria crea profondità visiva e movimento. Gli effetti ottici conferiscono alle superfici un aspetto tridimensionale. Collezione “Liaison” di Kelly Wearstler per Ann Sacks. Foto: Britt Schaeffer

Artigianato senza tempo, reinterpretato

Anche se il suo lavoro è profondamente radicato nell’artigianato tradizionale, la designer è altrettanto interessata a strumenti contemporanei. È convinta che un designer debba spingersi oltre i limiti della propria disciplina e creare ambienti capaci di riflettere il nostro mondo. Per lei, innovazione e artigianato non sono due forze in competizione ma delle realtà complementari. IA e piattaforme digitali possono ampliare il potenziale creativo, ma la dimensione tattile resta il fulcro emotivo della sua ricerca. Questa filosofia si vede anche nella casa di Wearstler a Beverly Hills. La tenuta costruita nel 1926 in stile coloniale spagnolo e ristrutturata nel 1934 dall’architetto James E. Dolena in stile georgiano è oggi un archivio vivente di influenze diverse. Acquistata nel 2005 dalla famiglia Broccoli, la casa conserva una sua atmosfera cinematografica. Gli interni sono arredati con un ricercato mix firmato da designer contemporanei, accanto a mobili vintage e pezzi portati a casa da diversi viaggi. L’opera di Wearstler si distingue per il suo approccio istintivo, che fa da base alla complessità degli ambienti. Ogni nuovo progetto è vissuto come un’esperienza unica, alla scoperta di trame, motivi e risonanza emotiva.

I nuovi accostamenti cromatici – il color talpa smorzato, le tonalità crema, i morbidi grigi, i marroni caldi – puntano sulla discrezione. Lasciano che sia la geometria a parlare. Ma sussiste profonda complessità
Sedia in legno con seduta e schienale in bouclé, davanti a pannelli di legno goffrati nell'atelier.
Trame, geometria e contrasti: Kelly Wearstler auf dem Teppich Crescendo Rug, ihrer zehnten Zusammenarbeit mit The Rug Company. Handgeknüpft in Nepal aus Wolle, Seide und Nessel. Foto: Courtesy of Kelly Wearstler

Un futuro con tatto

Per il futuro, lo studio Kelly Wearstler non mira alla crescita, ma alla diversificazione e all’espansione interdisciplinare. La designer continua a promuovere nuove forme di collaborazione, come la piattaforma curatoriale Side Hustle, dedicata alla sperimentazione e all’intraprendenza creativa. La mostra inaugurale Again, Differently conferma la sua convinzione che l’artigianato tradizionale non ha età, pur essendo aperto a rivisitazioni. In aggiunta, sta indagando le modalità di coesistenza tra lavoro manuale e innovazione digitale. Dalle installazioni virtuali, alle collaborazioni digitale-artigianale, ai materiali sviluppati con tecnologie sostenibili, il suo lavoro rimane sempre focalizzato sulla dimensione tattile. Lei immagina un futuro in cui il digitale possa amplificare il fatto a mano, offrendo agli artigiani nuovi strumenti per estendere il proprio raggio d’azione, assicurando continuità al loro lavoro in un mondo in rapida evoluzione. Infine, pubblica anche la newsletter Wearstlerworld su Substack. Il suo punto di vista è chiaro: il design, per rimanere rilevante, deve preservare l’elemento umano; e per preservarlo, deve essere fatto a mano. Il suo lavoro rivela una verità essenziale: quando fantasia e intenzione si incontrano, il design offre una nuova visione del mondo. Wearstler ci ricorda che il grande potere del design sta nella sua capacità di emozionarci, molto prima che comprendiamo il perché.

Donna sorridente con capelli mossi castano chiaro, che indossa un blazer grigio, con le braccia incrociate e un orologio da polso, davanti a uno sfondo semplice e chiaro.

Doya Karolini

Doya Karolini è una giornalista e editor greca che scrive all'intersezione tra architettura, design, cultura, cultura automobilistica e alta orologeria. Dividendo il suo tempo tra Atene e Salonicco, è attratta da persone straordinarie, idee che sfidano il tempo e storie racchiuse in oggetti e luoghi d'eccezione. Trascorre una quantità sospetta di tempo in aereo, solitamente in viaggio verso la sua prossima storia.

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