Scena subacquea con un subacqueo disteso sulla sabbia chiara tra rocce scure e frastagliate in acque di un blu intenso.
Guillaume Néry

In Profondità

  • Edizione

    03/26

  • Posizione

    Costa Azzurra, Francia

  • Fotografia

    Audrey Natera / Néry

Da detentore del record mondiale di immersione in apnea a visionario dall’animo poetico: l’apneista francese Guillaume Néry esplora con un solo respiro le profondità degli oceani. Parliamo del silenzio sott’acqua, del potere curativo del lasciar andare e della magia dell’assenza di peso. 

Per oltre quattordici anni, Guillaume Néry è stato una presenza fondamentale nel campo delle immersioni in apnea. Ha raggiunto profondità di oltre 120 metri, battendo più volte il record del mondo. Nel 2015, un grave incidente segna una svolta. Sopravvissuto a uno svenimento, decide di ritirarsi dal mondo delle competizioni per trovare un legame nuovo e più profondo con il mare. Oggi impiega il proprio talento per documentare artisticamente il mondo subacqueo, condividendo il fascino per gli abissi con gli altri.

Guillaume, Lei si definisce una “persona acquatica”. L’acqua è il suo vero elemento?
In acqua mi sento davvero a mio agio, ma lo stesso vale per la terraferma o la montagna. Mi basta entrare in contatto con la natura selvaggia per essere felice. Sono cresciuto sulle coste di Nizza, ma il vero punto di partenza fu una prova di coraggio da adolescente. Con un amico abbiamo scommesso su chi riuscisse a trattenere il fiato più a lungo. Persi al primo tentativo. Dopo cominciai ad allenarmi, scoprendo di avere un particolare talento in questo campo. Il mare divenne il luogo in cui mi sentivo totalmente libero.

Molte persone hanno paura del buio nelle profondità marine. Perché Lei lo vive diversamente?
Comprendo questa paura, perché l’oscurità degli abissi rappresenta l’ignoto. Ma non appena si indossa una maschera da sub e si avanza passo dopo passo, si scopre un mondo pieno di magia e una totale assenza di peso. Gli abissi marini assomigliano a un enorme bosco: ci sono dei pericoli, ma se si affronta la natura con umiltà e rispetto, si rivela un luogo fantastico per ritrovare sé stessi.

Un uomo a torso nudo, in costume da bagno nero, nuota sott'acqua in acque di un blu intenso, con le braccia distese, mentre delle bolle salgono in superficie.
La libertà dell’immersione in apnea ha permesso a Guillaume Néry di muoversi in assenza di peso sott’acqua, scoprendo così prospettive completamente nuove. Foto: Audrey Natera
Un uomo dai capelli castani e con la barba incolta, che indossa una camicia blu a maniche lunghe, è in piedi su una riva rocciosa; alle sue spalle si intravede l'acqua.
Nato nel 1982 a Nizza, dove è anche cresciuto, Guillaume Néry ha vissuto fin da bambino il Mediterraneo come orizzonte quotidiano. Ancora oggi, vive e si allena sulla Costa Azzurra. Foto: Guillaume Néry

L'incidente e il suo nuovo inizio

Cosa si sente a quella profondità?
In immersione, il corpo subisce un’enorme compressione. Bisogna imparare a non opporsi a questa sen-sazione, bisogna accettare la pressione, rilasciando qualsiasi tensione. Riuscendoci, si ha l’impressione di essere avvolti in una specie di manto protettivo. Sei profondamente immerso in te stesso e allo stesso tempo connesso alla vastità sconfinata dell’oceano, un allineamento perfetto tra corpo, mente e ambiente, uno stato simile alla meditazione.

Nel 2015, ha avuto un grave incidente. A causa di un errore di misurazione dell’organizzatore, Lei è sceso, nel tentativo di battere un record, fino a 139 metri: dieci metri in più rispetto a quelli programmati. Come valuta oggi l’accaduto?
Incidenti del genere – noi li chiamiamo blackout – fanno parte dell’immersione in apnea. Mi ha fatto impressione vederlo dopo in video, sembrava che stessi morendo. Ma quel momento ha segnato un punto di svolta. Per quattordici anni avevo tentato di superare i miei limiti. Dopo l’incidente mi convinsi a smettere di inseguire nuovi record. Ancora oggi amo le profondità marine, ma con un focus sull’esplorazione e sul puro piacere. I numeri non m’interessano più. Continuo ad allenarmi quotidianamente, ma faccio molto meno fatica rispetto a prima, perché la pressione legata alla performance è venuta meno.

Video: Cortometraggio "One Breath Around The World".

Il narratore del mare

Come è approdato alla fotografia subacquea e ai progetti cinematografici?
Realizzai i miei primi progetti artistici quando partecipavo ancora attivamente alle competizioni. Il mio primo corto, Free Fall, riscontrò un successo incredibile, del tutto inatteso. Lo videro milioni di persone in tutto il mondo. Questo mi diede la fiducia necessaria per continuare. In seguito, realizzai altri progetti: un video musicale per Beyoncé e il mio film One Breath Around the World – Il giro del mondo in un respiro, di cui sono particolarmente orgoglioso, perché mostra esattamente quelle immagini che ho sempre sognato come subacqueo. Oggi mi concentro di più sulla scrittura. È un altro modo per condividere la mia passione e captare in parole il silenzio del mondo sommerso. Al momento sto preparando un libro sull’apneista Natalia Molchanova, che ha stabilito un record mondiale insieme al figlio. Una rarità assoluta!

Oggi, Lei trasmette la sua esperienza ad altri. Perché una corretta respirazione è così importante?
Con la Bluenery Academy volevo creare un luogo in cui non ci si allena per battere record, ma per acquisire una nuova prospettiva. Oggi, molte persone sono estremamente stressate, hanno perso la connessione con il proprio corpo e la respirazione. Ma proprio la respirazione è l’unico strumento del sistema nervoso autonomo che possiamo controllare consapevolmente. La combinazione tra l’immersione in acqua e la respirazione consapevole è una strada per ritrovare nel nostro mondo chiassoso momenti di autentico silenzio e vuoto. Un lusso che oggi è più prezioso che mai.

Lei è padre di due bambini. Sta trasmettendo questa passione per il mondo acquatico a loro?
Mio figlio ha appena cominciato un corso di nuoto per bambini piccoli. Mia figlia invece ci ha accompagnato nei nostri viaggi sin dalla nascita e ha già nuotato in compagnia di squali e capodogli. Per molto tempo aveva problemi a compensare la pressione, ma oramai ama scendere fino a 20 metri. Ma se non le piacesse, non la spingerei mai. L’amore per il mare nasce spontaneamente, oppure non nasce affatto.

Una giovane donna sorridente, con i capelli biondi corti e gli orecchini a cerchio, in piedi all’aperto davanti a un edificio in pietra dai dettagli architettonici elaborati.

Merle Wilkening

In qualità di Senior Editor di GG Magazine, Merle Wilkening scrive di persone, luoghi e idee che muovono il nostro mondo. La sua grande passione sono le interviste con personalità che raccontano le proprie vocazioni con autentico entusiasmo. La sua curiosità la spinge continuamente in viaggio – verso il sole, alla ricerca di incontri speciali e delle storie racchiuse nei luoghi più affascinanti della Terra. La sua passione per la gastronomia la porta a scoprire dai locali del cuore sotto casa fino ai ristoranti più stellati.

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