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Ristrutturazione efficiente dal punto di vista energetico

Soprattutto per gli immobili esistenti, il rinnovo dell’impianto di riscaldamento è oggi un tema centrale, a cui si dovrebbe dare la massima priorità già nel processo di acquisto. Accanto ai valori personali in materia di ambiente e sostenibilità, anche i futuri requisiti di legge rivestono un ruolo importante. La base di riferimento è costituita dal Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC 2014) che viene gradualmente recepito dai singoli Cantoni nelle rispettive leggi in materia di energia.
Secondo gli attuali obiettivi dei direttori cantonali dell’energia, in caso di sostituzione di impianti di riscaldamento a olio o a gas, in futuro almeno il 10% del fabbisogno termico dovrà essere coperto da energie rinnovabili o risparmiato mediante un isolamento termico aggiuntivo. Allo stesso tempo, come per molti processi politici, a seconda del Cantone sussistono margini di manovra e norme transitorie differenti. Una cosa è certa: in futuro, la sostituzione dei sistemi di riscaldamento a combustibili fossili sarà associata a requisiti più severi e investimenti aggiuntivi. Ciò comporta spesso ritardi nella modernizzazione o la sostituzione di singoli componenti, come bruciatori o unità di controllo.
La vostra o il vostro consulente di Engel & Völkers sarà felice di assistervi personalmente o, su richiesta, di mettervi in contatto con personale qualificato per la pianificazione e la realizzazione successiva.
Quadro normativo e obiettivi
La Svizzera persegue l’obiettivo di eliminare definitivamente le emissioni di gas serra entro il 2050 e raggiungere così la neutralità climatica. Con questo obiettivo di zero emissioni nette, la Svizzera contribuisce all’impegno concordato a livello internazionale di limitare il riscaldamento globale a un massimo di 1,5 °C rispetto ai valori preindustriali.
Una base fondamentale per l’attuazione di questo obiettivo è costituita dal Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC) elaborato dalla Conferenza dei direttori cantonali dell’energia. Esso serve ai Cantoni come modello per l’elaborazione delle rispettive leggi in materia di energia e mira a creare condizioni generali il più possibile uniformi per il settore edilizio a livello nazionale. Il MoPEC rappresenta il minimo comune denominatore della politica energetica cantonale e persegue l’obiettivo di attuare i requisiti della strategia energetica della Confederazione attraverso misure coordinate.
Particolare attenzione è rivolta al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e alla riduzione progressiva dei combustibili fossili per la produzione di calore. Le leggi cantonali sull’energia attualmente in vigore si basano in gran parte sul MoPEC 2014. Nel frattempo è stato approvato anche il nuovo MoPEC 2025, che viene ora gradualmente recepito dai Cantoni nel diritto cantonale. Per proprietarie e proprietari, ciò significa che nei prossimi anni i requisiti relativi ai sistemi di riscaldamento e alle ristrutturazioni energetiche aumenteranno ulteriormente.
Immobili interessati
Le disposizioni di legge si rivolgono in primo luogo agli edifici esistenti più datati e inefficienti dal punto di vista energetico. Si tratta in particolare di edifici con un isolamento termico insufficiente e, di conseguenza, con un elevato consumo di olio da riscaldamento o gas. A essere interessati sono soprattutto le proprietarie e i proprietari privati di case unifamiliari nonché di condomini.
Se un edificio non dispone di isolamento termico o ne è dotato solo in misura limitata, in caso di sostituzione dell’impianto di riscaldamento si applicano i seguenti requisiti supplementari: è necessario ridurre il consumo di energia fossile di almeno il 10% oppure garantire che, in futuro, almeno il 10% del fabbisogno energetico provenga da fonti rinnovabili. Per chi possiede un immobile, ciò comporta fondamentalmente due possibilità:
1. Modernizzazione dell’impianto di riscaldamento a olio o gas e miglioramento energetico degli edifici
Chi per il momento desidera continuare a utilizzare l’olio da riscaldamento o il gas come fonte di energia, di norma dovrà sostituire il generatore di calore esistente con un sistema di riscaldamento moderno e più efficiente. Inoltre, è possibile apportare miglioramenti energetici all’edificio, ad esempio con l’installazione di nuovi serramenti o adottando ulteriori misure di isolamento della facciata e del tetto. Ciò consente di ridurre sensibilmente il consumo di energia fossile e di raggiungere i livelli minimi richiesti.
2. Passaggio alle energie rinnovabili
In alternativa, l’attuale impianto di riscaldamento a combustibili fossili può essere sostituito in tutto o in parte con un sistema che utilizza energie rinnovabili. L’obiettivo è quello di coprire almeno il 10% del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili. A tal fine sono disponibili diverse soluzioni, ad esempio pompe di calore, impianti di riscaldamento a legna o sistemi a energia solare.
Gli edifici già ristrutturati dal punto di vista energetico o ben isolati saranno in molti casi meno interessati dai nuovi requisiti.
Importante: occorre tenere presente che i requisiti minimi specifici possono variare da un Cantone all’altro. È quindi indispensabile un attento esame delle disposizioni cantonali vigenti.
Valutazione iniziale e primi passi
Per poter valutare se il proprio edificio è interessato dalle disposizioni di legge, è consigliabile consultare tempestivamente una persona esperta, ad esempio specializzata nella progettazione di impianti di riscaldamento o in sistemi di riscaldamento moderni. Queste figure professali di solito fissano un appuntamento in loco ed esaminano attentamente le condizioni dell’immobile. In tale occasione, analogamente a un’anamnesi medica, viene effettuata un’analisi completa del sistema di riscaldamento esistente e della situazione strutturale.
Un’attenzione particolare viene posta sulla fattibilità tecnica ed economica di soluzioni di riscaldamento alternative. Il corretto dimensionamento dei moderni impianti, in particolare delle pompe di calore, richiede sia i dati relativi al consumo energetico (stato reale) sia informazioni sulla qualità dell’involucro edilizio. I parametri energetici consentono inoltre di determinare la potenza termica richiesta e di valutare il sistema di distribuzione del calore esistente, in particolare per quanto riguarda le temperature di mandata necessarie per i sistemi a pompa di calore.
Inoltre, è indispensabile far redigere un Certificato energetico cantonale degli edifici (CECE), che costituisce una base fondamentale per la valutazione energetica dell’immobile e supporta la pianificazione successiva delle fasi di ristrutturazione.
La seguente regola empirica può fungere da orientamento generale: gli edifici costruiti dopo il 1990 o gli immobili ristrutturati tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta – soprattutto se serramenti, facciate o tetti sono già stati rinnovati – raggiungono spesso almeno la classe energetica D. Gli immobili che rientrano nello standard Minergie si collocano in genere ben al di sopra e appartengono sempre a una classe superiore alla D.
Il CECE come base per la valutazione energetica
Il Certificato energetico cantonale degli edifici (CECE) è un documento standardizzato e uniforme a livello nazionale che illustra in modo trasparente e comparabile lo stato energetico di un immobile. In forma sintetica, solitamente in poche pagine, il CECE fornisce informazioni sull’efficienza energetica di un edificio e funge da importante base decisionale per le misure di ristrutturazione e modernizzazione.
Il certificato valuta due ambiti fondamentali:
L’efficienza dell’involucro dell’edificio (isolamento, serramenti e dispersioni di calore)
L’efficienza energetica globale, che tiene conto anche dell’impiantistica dell’edificio (riscaldamento, produzione di acqua calda, illuminazione e impiego di energie rinnovabili)
Inoltre, il CECE fornisce raccomandazioni concrete per possibili miglioramenti energetici.
Panoramica della classificazione CECE
| Classe | Efficienza dell’involucro dell’edificio | Efficienza energetica complessiva |
|---|---|---|
A | Ottimo isolamento termico (tetto, facciata, cantina), serramenti con tripli vetri isolanti basso-emissivi (ad esempio Minergie-P). | Impiantistica ad alta efficienza per il riscaldamento e la produzione di acqua calda, illuminazione e apparecchi ad alta efficienza energetica, impiego di energie rinnovabili e produzione autonoma di energia elettrica (ad esempio: Minergie-A). |
B | Edifici con un involucro termico che soddisfi i requisiti di legge. | Involucro edilizio e impiantistica conformi agli standard per le nuove costruzioni. Utilizzo di energie rinnovabili (ad. esempio: ammodernamento di sistema Minergie). |
C | Edifici esistenti con involucro completamente rinnovato (ad. esempio: ammodernamento di sistema Minergie). | Edifici esistenti completamente ristrutturati (isolamento termico e impiantistica). Principalmente con l’utilizzo di energie rinnovabili. |
D | Edifici esistenti con isolamento aggiunto a posteriori completo e soddisfacente, sebbene siano presenti dei ponti termici. | Ampia ristrutturazione dell’edificio esistente, ma con ovvie carenze o senza l’utilizzo di energie rinnovabili. |
E | Edifici esistenti con miglioramento dell’isolamento termico, inclusa l’installazione di serramenti con nuovi vetri termoisolanti basso-emissivi. | Edifici esistenti parzialmente ristrutturati, ad esempio con nuovi impianti di produzione di calore ed eventualmente nuovi apparecchi e nuova illuminazione. |
F | Edifici con isolamento termico parziale. | Edifici in cui sono stati rinnovati soltanto singoli elementi (involucro edilizio, impianti, illuminazione ecc.) |
G | Edifici esistenti privi di isolamento termico o con un isolamento realizzato a posteriori ma insufficiente e un grande potenziale di ristrutturazione. | Edifici esistenti con impianti vecchi e senza l’utilizzo di energie rinnovabili, con un grande potenziale di miglioramento. |
Fonte: www.cece.ch/
Il CECE consente di identificare a colpo d’occhio lo stato energetico di un immobile e il suo potenziale di miglioramento. Soprattutto nel contesto di una ristrutturazione degli impianti di riscaldamento pianificata, rappresenta una base fondamentale per prendere decisioni informate.
Calcolo dell’indice energetico
L’indice energetico è un indicatore fondamentale del consumo energetico di un edificio. Descrive il fabbisogno energetico specifico ed è il risultato dell’interazione di diversi fattori: la qualità dell’involucro edilizio, l’impianto di riscaldamento utilizzato, altri impianti domestici, il clima locale, la modalità di esercizio e il comportamento dell’utente.
Per il calcolo dell’indice energetico occorre innanzitutto determinare la cosiddetta superficie di riferimento energetico (SRE), ovvero la somma di tutte le superfici riscaldate di un edificio che necessitano di riscaldamento per il loro utilizzo.
Di regola vi rientrano tutti gli spazi abitativi come il soggiorno, la sala da pranzo, la cucina, le camere da letto, i bagni e i locali hobby. Sono incluse anche le zone di passaggio riscaldate, come vani scala e corridoi. Non fanno invece parte della superficie di riferimento energetico gli spazi non riscaldati come lavanderie, locali caldaia e tecnici, garage o cantine.
Calcolo dell’indice energetico
Fabbisogno termico totale (kWh) / Superficie di riferimento energetico (m²) = indice energetico (kWh/m²)
Fabbisogno termico totale = riscaldamento incl. acqua calda
Superficie di riferimento energetico = insieme di tutte le superfici riscaldate
Se il fabbisogno energetico per la produzione di acqua calda è già incluso nel consumo del riscaldamento, occorre tenerne conto nel calcolo o sottrarlo di conseguenza.
| Tipo di edificio | Valore medio (kWh/m²) | Valore ottimale (kWh/m²a) |
|---|---|---|
Casa unifamiliare (indipendente) | 140 | 80 |
Casa unifamiliare a schiera | 120 | 70 |
Condominio | 100 | 60 |
Valutazione
Se l’indice energetico calcolato è superiore al rispettivo valore ottimale, ciò indica l’esistenza di un potenziale di miglioramento energetico. Questi valori target vengono generalmente raggiunti solo attraverso una ristrutturazione energetica completa. I valori medi corrispondono invece a edifici esistenti tipici che non sono stati oggetto di interventi di riqualificazione energetica completi.
Sistemi di riscaldamento ed energia solare
Nell’ambito della ristrutturazione di un impianto di riscaldamento sono disponibili diverse soluzioni moderne, che si differenziano in termini di fonte energetica, costi d’investimento, costi di esercizio e complessità degli interventi edilizi richiesti. La scelta del sistema più adatto dipende in larga misura dalle condizioni locali e dalle possibilità tecniche del singolo immobile.
Panoramica dei moderni sistemi di riscaldamento
Le pompe di calore aria-acqua sfruttano l’energia ambientale presente nell’aria esterna come fonte di calore. Poiché non sono necessarie sonde geotermiche o perforazioni, l’onere costruttivo e finanziario è relativamente contenuto.
Questa tecnologia è particolarmente diffusa in quanto può essere integrata con facilità negli edifici esistenti. I costi di acquisto sono moderati, mentre quelli di esercizio rimangono generalmente bassi. Inoltre, il sistema produce emissioni locali molto ridotte e utilizza una fonte di energia pressoché illimitata.
Le pompe di calore acqua-acqua sfruttano il calore delle acque di sorgente, lago o falda come fonte di energia. Come per le pompe di calore ad aria, l’onere in ambito edile è relativamente contenuto. La qualità dell’acqua è determinante per stabilire l’entità dei costi di esercizio e manutenzione. Tale qualità può essere valutata solo dopo la realizzazione dell’impianto e può anche cambiare nel corso del tempo. In genere, la pompa di calore ad acqua è più adatta a immobili di grandi dimensioni. La procedura di autorizzazione è complessa e non è possibile per tutti gli interventi di ristrutturazione.
Le pompe di calore con sonde geotermiche sfruttano il calore proveniente dal sottosuolo come fonte di energia per il riscaldamento e la produzione di acqua calda. Questa tecnologia richiede una perforazione a opera di aziende specializzate. Anche in questo caso si tratta di un’energia primaria gratuita (calore del terreno) che può essere utilizzata senza emissioni e con un basso consumo di energia. I costi di acquisto sono relativamente più elevati, tuttavia a fronte di costi di esercizio minimi. Inoltre, la realizzazione dipende dalle condizioni geologiche e dal quadro normativo e non è possibile per tutti gli immobili.
La legna è una fonte di energia locale e rinnovabile che può essere utilizzata in modo efficiente e confortevole nei moderni sistemi di riscaldamento. Gli impianti a legna possono anche essere combinati agevolmente con altri generatori di calore. Anche questa soluzione è a zero emissioni, comporta costi di acquisto leggermente superiori, ma spese di esercizio più basse grazie all’impiego di un combustibile locale. Tuttavia, richiede un po’ più di spazio in cantina rispetto ad altri sistemi e la manutenzione dell’impianto è più onerosa.
Nel teleriscaldamento più edifici vengono alimentati da un unico impianto di produzione del calore centralizzato. Anziché dotare ogni edificio di un sistema di riscaldamento, si genera il calore in un unico sito per distribuirlo attraverso una rete di tubazioni.
Tra le fonti energetiche utilizzate si annoverano cippato di legno, pellet, calore di recupero da processi industriali (ad esempio da impianti di incenerimento dei rifiuti urbani) o grandi impianti di pompe di calore che sfruttano l’acqua di lago. Il calore viene trasportato tramite una rete di teleriscaldamento ai singoli edifici, dove viene trasferito all’impianto interno attraverso una sottostazione.
Il teleriscaldamento è considerato una soluzione particolarmente comoda e orientata al futuro. In generale è molto efficiente, richiede poco spazio all’interno degli edifici e consente una fornitura di calore ampiamente neutrale sotto il profilo delle emissioni di CO2, grazie all’impiego di fonti energetiche regionali.
Come integrazione consigliata ai sistemi di riscaldamento si può prendere in considerazione anche un impianto solare termico o una pompa di calore per acqua calda sanitaria con impianto fotovoltaico.
1. Impianto solare termico
Gli impianti solari forniscono acqua calda e possono inoltre supportare il riscaldamento. Si tratta di un’energia primaria gratuita (sole), che può essere impiegata come integrazione ottimale ai comuni sistemi di riscaldamento (compresi quelli a gas e olio ). L’integrazione al riscaldamento è possibile, ma dipende dal dimensionamento e dalle caratteristiche del sito. I consumi energetici sono ridotti e i costi di acquisto moderati. L’impianto solare termico consente una riduzione dei costi di esercizio. Tuttavia, non può essere installato su tutti i tetti.
2. Impianto fotovoltaico
Questi sistemi consentono di produrre energia elettrica sul tetto e di utilizzarla per alimentare pompe di calore e altre utenze elettriche. I costi d’investimento sono moderati e permettono una notevole riduzione dei costi di esercizio. Anche gli impianti fotovoltaici non possono essere installati su tutti i tetti. Spesso è necessario immettere nella rete pubblica una quota consistente dell’elettricità autoprodotta. Le tariffe per l’elettricità non destinata all’autoconsumo variano e vanno verificate.
Possibilità di ristrutturazione
Nell’ambito delle disposizioni energetiche, nella maggior parte dei Cantoni proprietarie e proprietari hanno a disposizione diverse cosiddette soluzioni standard. Queste consentono di soddisfare i requisiti di legge in materia di sostituzione dei sistemi di riscaldamento a combustibili fossili in diversi modi, a seconda delle condizioni dell’edificio, della situazione tecnica di partenza e della disponibilità a investire.
Le 11 soluzioni standard ai sensi della Legge federale sull’energia
Il 10% di energia rinnovabile viene raggiunto con un impianto solare termico per il riscaldamento dell’acqua.
L’alimentazione a legna è neutrale sotto il profilo delle emissioni ed è quindi considerata una fonte di energia rinnovabile.
Le pompe di calore aria-acqua o salamoia-acqua generano calore tutto l’anno per il riscaldamento e la produzione di acqua calda.
La pompa di calore a gas combina i vantaggi della tecnologia a condensazione con le energie rinnovabili. La fonte primaria di alimentazione è rappresentata da gas naturale o biogas.
Il calore proviene dall’incenerimento dei rifiuti, dal trattamento delle acque reflue o da energie rinnovabili.
La tecnologia delle celle a combustibile, ad esempio, consente di produrre contemporaneamente calore per il riscaldamento ed energia elettrica direttamente nell’edificio.
L’elettricità prodotta nell’impianto fotovoltaico alimenta la pompa di calore per la produzione di acqua calda.
I vecchi serramenti vengono sostituiti con nuovi modelli a elevato isolamento termico.
La facciata e/o il tetto vengono dotati di isolamento termico.
Un sistema di riscaldamento combinato che copre il carico di base con energie rinnovabili e i picchi di domanda con energie fossili.
Nell’abitazione viene installato un impianto di ventilazione con recupero del calore.
Importante: i requisiti minimi possono variare a livello cantonale e devono essere tassativamente controllati.
Economicità e costi
La scelta di un impianto di riscaldamento non dovrebbe basarsi esclusivamente sui costi di acquisto. Ciò che conta è piuttosto una visione d’insieme dell’intero ciclo di vita. Oltre agli investimenti iniziali, occorre considerare anche i costi energetici e di esercizio annui, nonché le spese periodiche per manutenzione e assistenza.
Come base di confronto si assume un fabbisogno energetico annuo di circa 4 600 litri di olio da riscaldamento.
| Sistema di riscaldamento | Costi energetici annuali (CHF) | Costi di assistenza annuali (CHF) |
|---|---|---|
Pompa di calore ad aria | 2625 | 150 |
Pompa di calore geotermica | 2124 | 150 |
Gas naturale | 5063 | 550 |
Olio da riscaldamento | 5549 | 550 |
Pellet | 3401 | 500 |
Teleriscaldamento | 6260 | 50 |
| Sistema di riscaldamento | Costi d’investimento (CHF) | Costi totali annui (CHF) |
|---|---|---|
Pompa di calore ad aria | 2330 | 5135 |
Pompa di calore geotermica | 2640 | 4914 |
Gas naturale | 1456 | 7069 |
Olio da riscaldamento | 1165 | 7264 |
Pellet | 2330 | 6231 |
Teleriscaldamento | 1625 | 7935 |
Conclusione
Dal punto di vista economico, la pompa di calore a sonda geotermica è la soluzione più efficiente in molti casi, a condizione che le caratteristiche geologiche consentano la perforazione e che il terreno presenti una configurazione adeguata.
Nonostante gli investimenti iniziali relativamente più elevati, questo sistema convince per l’intero ciclo di vita grazie a costi di esercizio molto bassi e a un’elevata efficienza energetica.
Indicazioni importanti per la valutazione della convenienza economica
Per una valutazione attendibile della convenienza economica è indispensabile effettuare un calcolo dei costi totali sull’intero ciclo di vita dei rispettivi sistemi. Solo in questo modo è possibile confrontare oggettivamente le diverse soluzioni di riscaldamento. L’analisi deve tenere conto di tutti i costi, in particolare di quelli riguardanti investimenti, approvvigionamento energetico, manutenzione ed eventuali investimenti di sostituzione nel tempo. I costi effettivi dell’investimento possono variare notevolmente a seconda dell’immobile e della situazione di partenza e hanno quindi un impatto determinante sul risultato complessivo.
Fonti
■ Guida MoPEC per riscaldamenti a olio
■ www.meiertobler.ch/risanamento
■ Valutazione del consumo energetico, dell’ambiente e dell’energia (Canton Lucerna)
■ Documentazione del corso Prima consulenza «calore rinnovabile», Ufficio federale dell’energia UFE, 2019
■ Stefan Pfänder, Ingegnere HVAC diplomato STS, titolare, amministratore delegato e membro del CdA di Otto Bachmann AG
In collaborazione con Marco Iten, iten energy saving gmbh
Tutti i dati sono aggiornati ad aprile 2026 e vengono forniti senza garanzia.
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