• 6 min di lettura
  • 5.3.2026
  • da Merle Wilkening

Intervista esclusiva con Pierce Brosnan – «L’arte fa di me quel che sono».

Uomo con capelli grigi e barba, che indossa una camicia nera e siede in atteggiamento pensieroso davanti a uno sfondo marrone sfocato.
Fotografia di: Robert Rieger
  • Problema

    02/26

  • Posizione

    Kauai, Stati Uniti

Famoso in tutto il mondo per i leggendari personaggi interpretati in film e serie TV, Pierce Brosnan ha una seconda grande passione, vissuta in modo più intima: la pittura. Parliamo con lui di ispirazioni, equilibrio e arte, da sempre presente nella sua vita.

Tabella dei contenuti

  1. Pierce Brosnan: un uomo, due passioni

  2. Tra blocco da disegno e sceneggiatura

  3. Le immagini di una vita

  4. L'arte come introspezione interiore

  5. Ciò che rimane appartiene al cuore

  6. Dalla tela al vaso

  7. Il dubbio incontra la fiducia

Pierce Brosnan: un uomo, due passioni

Chiunque voglia intervistare Pierce Brosnan, riceve per prima cosa una lezione di spontaneità: «Domani andrebbe bene per lei?» mi si chiede, prima di aggiungere «La chiamerà lui». Considerato che l’uomo con il quale vorresti parlare ha interpretato l’iconica parte dell’agente segreto 007 come se fosse il suo alter ego, pensi immediatamente che sia il tipo di persona abituata a dire Don’t call me, I’ll call you – Non mi chiami, la richiamo io, per poi infischiarsene con grande nonchalance.
Ma Pierce Brosnan mantiene la promessa. Il fuso orario tra la sua casa hawaiana sull’isola Kauai e la redazione di GG ad Amburgo è di dodici ore. Brosnan si è alzato presto, l’ora locale delle Hawaii indica pochi minuti dopo le sette di mattina. Dalla cornetta riverbera senza alcun preavviso una voce profonda: «Hello, this is Pierce Brosnan – Ciao, sono Pierce Brosnan».
Non abbiamo preso quest’appuntamento per parlare di James Bond, quell’affascinante personaggio temerario associato a Brosnan ancora decenni dopo l’uscita del film. Vogliamo parlare della sua seconda grande passione, l’arte.

Uomo dai capelli grigi e dall'espressione pensierosa appoggiato a un cilindro con disegni astratti di volti, sfondo scuro e artistico.
I disegni di Pierce Brosnan decorano dei delicati vasi in porcellana. La collezione in edizione limitata So Many Dreams è nata in collaborazione con la designer berlinese Stefanie Hering, fondatrice del marchio Hering Berlin. Foto: Robert Rieger
Una galleria d'arte moderna con dipinti astratti su pareti bianche e un tavolo di legno con libri al centro.
Nel 2023, Brosnan ha inaugurato a Los Angeles la sua prima mostra personale So Many Dreams – curata da sua moglie Keely e da lui – con 150 quadri e disegni. Foto: Courtesy of Pierce Brosnan

Tra blocco da disegno e sceneggiatura

Nato in Irlanda, Brosnan iniziò una formazione come grafico pubblicitario, pronto per guadagnarsi da vivere nel mondo dell’arte, un percorso poi deviato dalla recitazione e dal successo internazionale della serie TV Mai dire sì. La pittura rimase la sua passione segreta, resa pubblica soltanto da alcuni anni.

Mister Brosnan, Lei dipingeva già prima di diventare uno dei più rinomati attori della sua generazione. Come hanno influenzato queste radici artistiche la sua visione del mondo?
Credo di aver sempre guardato il mondo con sguardo creativo e romantico. Amo il lato romantico dell’essere attore e amo il lato romantico dell’essere artista. Il mio lavoro come attore non solo mi permette di vivere bene, ma permea e alimenta anche le mie intenzioni e azioni artistiche.
Ho lasciato la scuola a sedici anni. All’epoca, tutto quello che avevo era una cartella piena di disegni e quadri. Con questa riuscì a ottenere un posto di apprendista come grafico pubblicitario. Visto a posteriori, lo considero il mio biglietto per una vita creativa, un modo per realizzare il mio sogno di diventare un artista. La recitazione è arrivata dopo. La mia passione artistica cammina di pari passo con il mio lavoro di attore, sono due realtà che si alimentano a vicenda.

Piatto bianco con disegni astratti di volti, posizionato su un tavolo con forchetta, coltello e bicchieri. Decorazione da tavola semplice ed elegante.
Il pranzo di beneficenza nel ristorante londinese Story, organizzato per lanciare la collezione di porcellane, è stato servito su piatti creati ad hoc (disponibili solo su richiesta). Foto: Robert Rieger

Le immagini di una vita

Guardando al passato, Lei ricorda qual è stata la prima cosa che ha disegnato?
Ricordo il ritratto di un ragazzino che andava a scuola con me. In un certo senso, ancora oggi dipingo lo stesso tipo di quadri. Gli ambienti e le figure che disegno sono per certi versi tutti degli autoritratti. Tutt’oggi riesco a vedere le tracce dei miei primi tentativi.
In realtà, ho cominciato a dipingere seriamente quando Cassandra, la mia prima moglie, si è ammalata di cancro. In quel periodo, lei guardava con grande piacere i miei lavori, sono opere che ho conservato fino ad oggi. La mia mostra del 2023 a Los Angeles, intitolata So Many Dreams, si è rivelata una specie di retrospettiva. Era composta da cinquanta quadri e cento disegni che messi insieme formavano un’unica opera d’arte. Ho ancora dei disegni realizzati nel 1995 – nel 1985 –, conservati nel mio archivio.
Qualche anno fa, ho vissuto uno dei momenti più belli della mia vita: sono rientrato a casa da un soggiorno all’estero, scoprendo che i miei figli erano entrati nel mio studio per scegliersi sette quadri ciascuno da appendere nelle proprie camere. È stato un grande onore per me, vedere che i miei figli apprezzavano i miei lavori.

Ne deve essere stato molto orgoglioso...
Moltissimo. Mio figlio Paris è sulla buona strada per diventare anche lui un artista. In autunno è stato in giro per la Germania. I suoi lavori hanno una grande forza.

Le capita di scoprire delle somiglianze tra lo stile di suo figlio e le proprie opere?
Sì, riconosco una certa influenza. Ci sono simbolismi nei suoi quadri che ho utilizzato anch’io. A volte dipingiamo insieme, un’attività che mi riempie di gioia e soddisfazione.

Una galleria d'arte con dipinti colorati su pareti bianche. Una porta al centro conduce a un'altra stanza con ulteriori opere d'arte.
I lavori di Brosnan sono caratterizzati da colori vivaci e grande dinamicità. Una selezione delle sue opere è acquistabile sul sito somanydreams.co. Foto: Courtesy of Pierce Brosnan

L'arte come introspezione interiore

La pittura La aiuta a superare momenti difficili? E come se la vive quando sta bene?
Alcuni dei miei lavori migliori nascono da processi di introspezione, da momenti in cui si vive una realtà colma di sofferenza e dolore. Una delle qualità della pittura è la sua capacità di darci grande conforto. Ovviamente, l’atto di dipingere di per sé è fonte di piacere: si entra nello studio senza avere un’idea chiara su cosa fare, per poi creare un’opera nata spontaneamente dalla pura gioia di vivere di quel preciso momento. La pittura funziona su entrambi i piani, sempre alimentata da emozioni forti.
Disegno costantemente, mi porto sempre appresso dei quaderni per schizzi, alcuni colori ... Sui set cinematografici capita regolarmente avere dei giorni liberi, oppure ci sono le attese tra una scena e l’altra. Cosa fare con questo tempo? Se la giornata non prevede grandi dialoghi, mi ritiro nella mia roulotte per dipingere o disegnare. Più delle volte, i miei disegni diventano parte di successivi quadri. Si può dire che si tratti di un processo creativo continuo, evolutosi nel corso degli anni con una passione sempre più grande.

Amo il mondo del surrealismo. Amo la parola surrealismo
Pierce Brosnan

Pensa che sarebbe in grado di scegliere tra
recitazione e pittura?
Sarebbe molto difficile. Amo il mio lavoro di attore. Mi pone importanti sfide e mi gratifica profondamente vedere un film finito e presentato al pubblico. Allo stesso tempo, mi piace creare delle opere che emanano emozioni e forza, a volte intramontabili. Preferirei non dover scegliere ma credo che per ora sarebbe meglio rimanere con la recitazione. Anche perché paga di più (ride).

Dove trova le ispirazioni per il suo lavoro creativo?
Sa, a volte la vita di attore è piuttosto solitaria. Quando studio i miei copioni per diversi giorni, arriva spesso un momento in cui mi metto a disegnare. In genere, delle nature morte. Ho una serie di lavori intitolata From Where I Sit. Può trattarsi di un paesaggio oppure della vista da una determinata finestra, davanti alla quale sto seduto. Ho anche una serie di quadri dedicati alle sedie, la maggior parte basata su disegni trasformati poi in quadri. Vincent van Gogh è uno dei miei pittori preferiti. I suoi quadri mi ispirano molto. L’ispirazione deriva soprattutto da un processo di profonda riflessione. La pittura è un elemento calmante nella frenesia della mia vita. Una forma di meditazione, una possibilità di entrare consapevolmente in contatto con ciò che mi circonda e radicarmi nella realtà.

Mani che reggono un foglio trasparente con un disegno minimalista di una figura sdraiata, circondate da materiali artistici.
I disegni di Brosnan vengono applicati mediante serigrafia ceramica sui vasi scultorei di Hering Berlin. Foto: Robert Rieger

Ciò che rimane appartiene al cuore

Come descriverebbe le proprie opere a qualcuno incapace di vederle?
La trovo una domanda difficile. Colore, movimento, surrealismo ... Amo il mondo del surrealismo. Amo la parola surrealismo. Uno dei primi artisti a catturare a fondo la mia immaginazione fu Salvador Dalí. I suoi lavori mi aprirono la strada verso una maggiore libertà espressiva, abbandonando preconcetti legati a forme e colori. In una serata buia, nel periodo in cui mia moglie si ammalò, iniziai semplicemente a dipingere. Mi avvicinai alla tela – senza aver idea alcuna di come tenere un pennello o di come usarlo per dipingere – e fui colpito dal colore. Un colore che mi colmò di speranza, con una nota di leggerezza e consolazione.

Ha detto di aver conservato questi quadri fino ad oggi. Sono nati in un momento di grande e intima connessione con la sua defunta moglie. Li venderebbe mai?
No, credo di no. La mia attuale moglie Keely e io stiamo insieme da 31 anni. Ho avuto la fortuna di condividere la mia vita con donne fantastiche, che mi hanno supportato e stimolato. È stata Keely a dire: «Devi far vedere i tuoi lavori, non ha senso continuare a tenerli in magazzino». Così, si è messa a ordinare le opere. Ci sono voluti tre anni per mettere insieme i quadri, cogliere l’effetto dell’insieme e trovare una galleria. Poi, quando li avevamo appesi e dotati di didascalie, Keely ha fissato i prezzi dei singoli lavori, tutti piuttosto elevati (ride). Di conseguenza, posseggo ancora queste prime opere, sono dei lavori molto preziosi, significativi e profondamente personali. Da questa mostra è nata anche la recente collaborazione con Stefanie Hering.

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Dalla tela al vaso

Insieme alla designer e ceramista berlinese Stefanie Hering – fondatrice del marchio Hering Berlin – Lei ha sviluppato un’edizione limitata di esclusivi vasi in porcellana, decorati con le sue opere d’arte. La serie ha lo stesso nome della sua prima mostra personale: So Many Dreams.
Mia moglie Keely continuava a dirmi: «Dovresti andare all’Art Basel a Miami». Bene, ora ci siamo finalmente andati e ho partecipato a un pranzo con una quarantina di persone. Una di queste era Stefanie. Keely, seduta accanto a lei, mi ha afferrato il braccio e mi ha detto: «Devi conoscere questa donna, vieni a sederti qui». Così mi sono seduto accanto a Stefanie, siamo diventati amici e abbiamo creato questa serie di vasi scultorei in porcellana.

È stata una sfida confrontarsi con supporti e tecniche completamente nuovi?
In realtà non è stata una grande sfida, il mio lavoro esisteva già: disegni di linee semplici che realizzo continuamente, conservati in grande quantità in varie cartelle. L’unica cosa da fare era mandare questi disegni a Stefanie. Lei ne ha fatto una selezione e io ero d’accordo. Ci siamo detti cose come «sì, questo funziona bene» e «facciamolo così».  È stato davvero poco complicato. Stefanie è un’eccezionale artigiana, una grande artista e una fantastica ceramista. I suoi lavori sono meravigliosi, eleganti e cool. Ho apprezzato molto la sua compagnia, andavamo davvero d’accordo. I risultati sono di un’eleganza assoluta, raccontano una storia. Ho la sensazione che siano animati da un senso di quiete profonda.

Questi vasi hanno trovato posto anche nella sua casa? Cosa prova guardandoli?
Sì, ne ho alcuni nella mia casa a Malibù. Sono molto orgoglioso di questo lavoro. Quando li guardo vedo la gioia legata all’amicizia, al fare, alla vita ... all’aver creato qualcosa con un’altra artista che ammiro.

Due persone sorridenti stanno vicine l'una all'altra, circondate da vasi alti e riccamente decorati. Sullo sfondo si vede un murale dai toni caldi e pittoreschi.
Una passione creativa che unisce: dalla collaborazione professionale tra la designer Stefanie Hering e l’artista Pierce Brosnan è nata un’amicizia. Foto: Robert Rieger

Il dubbio incontra la fiducia

Ha mai lavorato la ceramica?
Ancora no, ma intendo farlo! Abbiamo comprato un tornio da vasaio per mio figlio Paris, per ora conservato da qualche parte in magazzino. Uno di questi giorni lo troverò e proverò a lavorare la ceramica. Mi piacerebbe tantissimo realizzare dei vasi con le mie mani.

In questo periodo, Lei è più focalizzata sull’arte che sul cinema?
Attualmente sto riflettendo sulla mia prossima mostra. Non sono ancora sicuro dove tenerla. Inoltre, vorrei organizzare una mostra insieme a mio figlio Paris. Sarebbe davvero bello lavorare con lui. Per ora, questo è quanto. E nel frattempo continuerò con la recitazione.

Lei è un artista autodidatta. Ha mai avvertito paura davanti a una tela vuota?
Eh sì, è naturale. Anche se normalmente so bene cosa dipingerò. In passato, a volte mi faceva paura l’idea di dover riempire un’intera tela bianca. In genere cominciavo in modo rilassato, preparavo il fondo e tutto sembrava bellissimo. Poi, di colpo, succedeva qualcosa e non sapevo più come andare avanti. Mi perdevo, iniziavo a pensare e rimanevo paralizzato dalla paura, perché il quadro mi piaceva tanto e avevo paura di rovinarlo. Ci sono anche momenti in cui non senti alcuna passione per il tuo lavoro. In tal caso bisogna accettare questa sensazione senza preoccuparsi troppo. Perché un giorno ti sveglierai e saprai esattamente cosa va fatto per andare avanti.

Qual è la cosa che Le dona la pittura ma non la recitazione?
La recitazione si basa sulla collaborazione tra molte persone, l’autore, il regista, i colleghi attori e attrici. Quindi, ti trovi sempre in compagnia di altri, costantemente costretto a interagire con loro, il che significa di dover ascoltare e reagire. La pittura invece è un’attività solitaria: ci sono soltanto i pennelli, la tela, i colori – sei immerso in un tuo personale limbo creativo. La pittura è molto introspettiva, c’è una grande quiete, un movimento interiore attraversato da impulsi creativi. La pittura e la recitazione mi alimentano in modo differente. Entrambe le attività risvegliano la voglia e la necessità di creare qualcosa, sono parti importanti della mia vita. Fanno di me quel che sono.

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